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Data: 05/11/2006
Testata giornalistica: L'Unit
Liberalizzazioni, perchè no - Russo Spena: no alla privatizzazione, cambiano insieme il testo

Senatore Russo Spena, Rifondazione ha annunciato che non voterà a favore del ddl Lanzillotta. Cosa c´è che non va in questo disegno di legge?
«Prima di tutto il fatto che i Comuni vengano obbligati a privatizzare i servizi pubblici senza che vi sia un bilancio serio e ragionato di cosa questo significhi. Si parla di liberalizzazioni ma in realtà si tratta di privatizzazioni obbligate. Per questo noi proponiamo di abrogare alcuni punti del ddl come quello che prevede la gestione "in house" dei servizi solo «eccezionalmente», se non ci sono altre opzioni possibili. Crediamo che questo faccia a pugni con l´autonomia degli enti locali e che addirittura sia incostituzionale come stanno sostenendo alcuni giuristi»

Il ministro Lanzillotta però sostiene che quello che è scritto nel suo disegno di legge è scritto anche nel programma dell´Unione...
«Non sono assolutamente d´accordo. Nel programma, benché la frase che riguarda questo punto sia abbastanza vaga, casomai c´è scritto il contrario. Sia per quanto riguarda l´acqua che gli altri servizi pubblici c´è un richiamo alla gestione collettiva tale da salvaguardare l´autonomia del pubblico e gli interessi della collettività»

In termini pratici , se il ddl venisse approvato così come è, cosa cambierebbe per i cittadini?
«Un peggioramento dei servizi e un assoggettamento ai profitti delle imprese. La pratica, l´attualità, ci dicono che non necessariamente la privatizzazione porta dei benefici, e che non sempre il privato è migliore del pubblico. Vediamo cosa accade in grandi città come Londra o Parigi dove, dopo le privatizzazioni, si è tornato a ripubblicizzare i servizi»

Insomma: il pubblico è meglio del privato?
«Non facciamo un discorso ideologico di questo tipo, chiediamo che si faccia un´analisi e un bilancio concreto di quello che è accaduti negli ultimi anni. E chiediamo anche che in alcuni casi ci siano dei ripensamenti. Come è avvenuto per esempio per l´acqua: qui la privatizzazione ha portato al disastro per i cittadini con l´aumento spropositato delle tariffe e il peggioramento del servizio».

Quali sono le vostre proposte: chiedete che il testo venga ritirato?
«Non siamo per la cancellazione. Però chiediamo di stralciarlo dalla Finanziaria e quindi di aprire una discussione sulle liberalizzazioni che coinvolga gli enti locali e i sindacati. Oppure, se lo stralcio non è possibile, chiediamo 3 o 4 emendamenti di fondo. Quello che è certo è che così come è, è invotabile. Ma crediamo che sia possibile una discussione che tenga unita la maggioranza».

A questo proposito, l´Udc si è detta pronta a votare a favore del ddl al Senato...
«Per carità, se il confronto dentro la maggioranza va avanti e poi, al momento del passaggio in aula, anche l´Udc vota a favore, non ci sono problemi. Se invece quei voti arrivassero in sostituzione dei nostri, a parte il fatto che non basterebbero comunque, sarebbe chiaro che ci troviamo di fronte a una maggioranza diversa da quella attuale».

Quanta importanza ha per Rifondazione questo passaggio? Si può dire che si tratta di una questione "dirimente"?
«Si tratta di un punto estremamente importante perché riguarda l´economia del Paese. All´interno della maggioranza c´è una discussione sulle liberalizzazioni e penso che il dibattito possa e debba continuare. Anche se a volte l´impressione è che si stia facendo della ideologia. Che ci dicano: il ddl è così e così dovete ingoiarlo. Noi crediamo che ci sia bisogno di proseguire nel confronto».

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