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Data: 27/06/2011
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Inchiesta P4, Mauro Moretti si difende: «Mai chiesto alcun favore a Bisignani». In una nota le Fs precisano che l'ad non riveste alcun incarico in Trenitalia

MILANO - L'amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti si difende dalle accuse che lo indicano come coinvolto nell'inchiesta P4 (leggi l'articolo). In una nota le Ferrovie dello Stato precisano che «Mauro Moretti non ha chiesto alcun favore né a Luigi Bisignani né ad altri per la nomina ad amministratore Delegato del Gruppo FS del settembre 2006 (Governo Prodi) e nemmeno per la successiva riconferma del giugno 2010 (Governo Berlusconi). Questo può essere ben compreso se si ricordano le condizioni economiche e finanziarie fallimentari del Gruppo ed in particolare di Trenitalia nel 2006: condizioni che sconsigliavano a chiunque di assumerne la responsabilità».

LA DIFESA - Per le Fs inoltre Moretti non riveste alcun incarico in Trenitalia società a cui compete per intero la gestione delle gare e la verifica della qualità delle forniture per il materiale rotabile. In particolare sempre secondo le Fs «Moretti non si è mai occupato di forniture di «freni» e non ha avuto, né ha, alcun rapporto con imprese fornitrici di «freni», italiane o straniere. Da verifiche effettuate da Trenitalia è risultato che la società Italian Brakes ha avuto commesse da Trenitalia per l'acquisto di guarnizioni di attrito (freni) per un valore di 10 milioni di euro di spesa nel periodo 2006-2010. Nei primi mesi del 2010 sono pervenute dalle strutture operative territoriali di Trenitalia numerose segnalazioni di non conformità delle guarnizioni frenanti Italian Brakes, tali da comportare una riduzione nella disponibilità dei treni all'esercizio e, quindi, soppressioni e disagio per la clientela. Trenitalia disponeva immediatamente accertamenti tecnici in merito e in data 11 ottobre 2010 riceveva da un laboratorio terzo accreditato dall'Union International des Chemin des Fer una perizia tecnica che confermava le non conformità delle guarnizioni frenanti Italian Brakes. Il 20 dicembre 2010 Trenitalia comunica a Italian Brakes la risoluzione del contratto per inadempienza e il 12 gennaio 2011 la conseguente cancellazione dal Sistema di Qualificazione dei fornitori. La sequenza dei fatti descritti e la loro collocazione temporale fanno ben comprendere malumori e reazioni dei co-azionisti di Italian Brakes, Giuseppe De Martino e Luigi Bisignani. Fin dall'inizio del mandato del settembre 2006, Trenitalia, avendo verificato violazioni procedurali, ha avviato numerosi audit interni che hanno confermato le predette violazioni ed hanno mostrato una situazione diffusa di mancato rispetto delle regole interne e, talvolta, delle leggi. Questo ha comportato, oltre alla revisione dell'organizzazione e dei sistemi di controllo, l'allontanamento dalla società, spesso per licenziamento, di diverse decine di dirigenti e decine di quadri apicali proprio nel settore del materiale rotabile. Inoltre sono state presentate numerose denunce all'Autorità Giudiziaria ed alla Corte dei Conti. La società si è poi qualificata come parte offesa in alcuni procedimenti. La poderosa azione di pulizia fatta è dimostrabile e disponibile. Fino ad ora il Gruppo ha sempre agito proattivamente e quasi sempre prima delle inchieste della Magistratura, alla quale, in ogni caso, ha offerto piena e fattiva collaborazione, come peraltro è stato riconosciuto, e così si comporterà in futuro con ogni determinazione e tempestività».

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