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Data: 28/06/2011
Testata giornalistica: Il Centro
La beffa dell'autoporto ancora chiuso. Argirò (Pdl): a San Salvo già spesi 33 milioni, non c'è solo Manoppello

L'impianto inaugurato e mai entrato in funzione è nel degrado malgrado le promesse della giunta regionale

SAN SALVO. «In Abruzzo non c'è solo l'interporto di Manoppello. A Piana Sant'Angelo di San Salvo sono stati spesi 33 milioni di euro per una struttura lasciata nel più completo abbandono». Il promemoria è stato inviato tramite e-mail nel weekend dal consigliere regionale Nicola Argirò, presidente della Commissione attività produttive della Regione, all'assessore regionale ai trasporti, Giandonato Morra, e per conoscenza anche al presidente dell'ente, Gianni Chiodi.
«Bisogna sbloccare al più presto il bando di gestione del centro di smistamento del Vastese per appurare se c'è l'interesse dei privati a gestire la struttura. In caso contrario va comunque decisa la riconversione».
E' dispiaciuto e amareggiato Nicola Argirò e non lo nasconde. L'autoporto di San Salvo continua a sprofondare nel degrado.
La struttura - 83.500 metri quadri, fornita di 48 piazzali per la sosta dei Tir e di 2.343 magazzini, inaugurata l'8 settembre 2008 e poi chiusa - da ipotetico volano dell'economia è teatro di bivacchi notturni. In polemica con l'assessore Morra, il consigliere regionale del Vastese venerdì ha disertato la cerimonia d'inaugurazione dell'interporto di Manoppello.
«Non dico che l'interporto non dovesse essere inaugurato. Tuttavia è tempo di pensare anche alle altre strutture regionali. Fra queste c'è l'autoporto di San Salvo. Solo sbloccando il bando di gestione dell'impianto è possibile stabilire se la struttura interessa o meno i privati passando quindi alla fase successiva. In un momento di estrema povertà per il Chietino non è giusto lasciare inutilizzata un'opera costata 33 milioni di euro, permettendo continue aggressioni di vandali, teppisti e ladri che portano via rame, luci e attrezzature. E' davvero ingiusto».
Argirò invoca la password per poter finalmente aprire il centro di smistamento delle merci del Vastese. A tre anni dall'inaugurazione l'autoporto appare una cittadella fantasma. La gestione della struttura, stando ad una legge regionale del 2002, deve essere affidata ad una società mista: 55 per cento ai privati, 45 per cento agli enti pubblici.
La Regione qualche mese fa ha messo a disposizione 15.500 euro, ossia il 15 per cento del capitale sociale.
«E' necessario sapere se ci sono dei privati interessati alla cogestione. Certo, il bando potrebbe andare deserto, ma è un rischio che deve essere corso per sapere cosa fare di questo centro. Il problema non può più essere rinviato», incalza Argirò.
Non è la prima volta che l'esponente regionale del Pdl sale sulle barricate in difesa dell'autoporto.
Il 6 novembre 2010 il consigliere organizzò un presidio di sensibilizzazione all'ingresso di Punta Penna. L'apertura dell'autoporto potrebbe tradursi in decine di nuovi posti di lavoro.
La Provincia, se necessario, è pronta a fare la propria parte. La posizione geografica inserisce l'autoporto al centro di tre grossi agglomerati industriali: Val di Sangro, Piana SantAngelo e Piana del Re a Termoli. «L'assessore regionale ai trasporti deve dare subito delle risposte», conclude Argirò.

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