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Pescara, 14/04/2026
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28/06/2011
Il Messaggero
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Fusione Alitalia-Air France, vertice tecnico. Mercoledì scorso si sono visti Colaninno, Sabelli, Braggiotti, Erede, Spinetta |
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ROMA - Riunione operativa sul piano di fusione Alitalia-Air France Klm. Mercoledì scorso, secondo quanto risulta a Il Messaggero, ci sarebbe stato un vertice a Milano alla presenza di Roberto Colaninno, Rocco Sabelli, Gerardo Braggiotti, patron di Banca Leonardo, l'avvocato Sergio Erede dello studio Bonelli Erede Pappalardo e probabilmente Jean Cyril Spinetta, presidente di Air France. Braggiotti e Erede avranno il ruolo di advisor. Il vertice, tenutosi presso la sede del legale, sarebbe servito per confrontarsi sulla strada da seguire per confezionare l'integrazione nei cieli cui circa un mese fa hanno fatto apertamente riferimento a Singapore Colaninno e Pierre Henri Gourgeon, a.d. del vettore francese. L'obiettivo è di decidere le nozze a fine anno in modo da procedere alle fusione nel 2012 secondo lo schema abbozzato da tempo: fusione mediante offerta di scambio fra Alitalia e Air France Klm. Nascerebbe una superholding, quotata sempre a Parigi dove avrebbe il quartier generale con sotto tre società operative: Alitalia spa con sede a Roma, Air France con sede in Francia e Klm in Olanda. La decisione formale entro l'anno dipenderà soprattutto dall'andamento del terzo trimestre. Le parti però, che un anno fa di questi tempi hanno iniziato ad avviare i ragionamenti, vogliono approfondire le consultazioni in modo da non presentarsi spiazzati all'appuntamento del prossimo autunno. «C'è assoluta necessità di una strategia di integrazione delle grandi infrastrutture del trasporto europeo», ha detto a Singapore il 7 giugno scorso il patron di Alitalia, «stiamo studiando una soluzione innovativa che tuteli anche l'interesse nazionale». E l'asso dalla manica è appunto rappresentata dalla superholding che dovrebbe controllare le tre società operative. Nel consiglio della superholding, i soci italiani, legati da un lock up fino al 15 ottobre 2013 che come tutti gli accordi privati può essere sciolto con l'adesione unanime di tutti, potrebbero spuntare 2-3 consiglieri. E soprattutto gli italiani potrebbero spuntare regole di governance che in qualche modo tutelino nei limiti del possibile, la società operativa italiana anche dal punto di vista dei dipendenti.
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