ROMA. E' polemica sulla chiusura dell'accordo su rappresentanza ed esigibilità dei contratti, al tavolo Confindustria-sindacati. Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso (foto), ha chiesto al direttivo un mandato a proseguire e, «se ci sono le condizioni a concludere» la trattativa nell'ambito del vertice di questo pomeriggio con Cisl e Uil. Un accordo auspicato anche dalla Fiat, con l'obiettivo di arrivare ad una intesa unitaria. L'intervento del Lingotto è arrivato alla vigilia di un incontro considerato decisivo ed in un clima che resta di ottimismo, con Confindustria che si dice certa che si possa andare avanti e Cisl e Uil convinte della firma di oggi. Non è tardata ad arrivare la risposta della Fiom, che si è detta assolutamente contraria a questa ipotesi. Le tute blu della Cgil, nel corso del direttivo della confederazione di corso Italia, hanno infatti sottolineato il pericolo di veder cancellato il voto dei lavoratori. L'accordo, hanno spiegato attraverso il segretario Maurizio Landini, apre alle Rsa, alle deroghe ed alla limitazione del diritto di sciopero. La bozza al vaglio delle parti sociali, prevede che i contratti, per essere validi, nelle aziende in cui sono presenti, devono essere sottoscritti dal cinquanta per cento più uno delle Rsu, mentre dove ci sono le Rsa si dovrebbe ricorrere al voto dei lavoratori.La partita che si gioca è sul campo più ampio di un confronto per varare nuove regole sulle modalità di rappresentanza dei sindacati e garantire efficacia agli accordi siglati ma non da tutti. Temi che ricalcano punti dello scontro tra Fiat e Fiom. Un secco no arriva anche da Giorgio Cremaschi, di Rete 28 aprile, l'area di minoranza della Cgil, ostile al mandato richiesto dal leader della confederazione e ad una conciliazione, con le altre organizzazioni sindacali.