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Data: 30/06/2011
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
Atac Roma perde altri 96 milioni e il Campidoglio vende i depositi Dovrebbero portare nelle casse della Spa 400 milioni Ma serve tempo

BILANCI 2010. Per ricapitalizzare la società verrà creato un fondo immobiliare con le rimesse

GIULIA DEL RE Per evitare il default dell'Atac, il colosso romano di bus e metropolitane attanagliato da una pesante situazione finanziaria che segna perdite di 100 milioni l'anno, il Comune ha deciso di ricapitalizzarla. L'assemblea capitolina in questi giorni si pronuncia su due delibere, la 30 e la 35 del 2011, con cui sostanzialmente si da il via libera al cambio di destinazione d'uso di una decina di depositi Atac disseminati nel centro della capitale e si autorizza la loro trasformazione in resir denze, uffici e negozi. L'operazione, condotta da Atac tramite l'istituzione di un fondo immobiliare creato ad hoc per la valorizzazione di queste strutture, porterà nelle casse dell'azienda una cifra che la commissione all'Urbanistica ha quantificato in circa 400 milioni di euro. Una boccata di ossigeno per la Spa alle prese con un debito di alcune centinaia di milioni, verso le banche e i fornitori. Certo è che l'operazione, già parzialmente avviata dalla precedente giunta guidata dal sindaco Walter Veltroni, non avverrà nel giro di una manciata di mesi. Per incassare il bottino saranno necessari probabilmente anni, considerati i tempi dell'approvazione dei vari progetti urbanistici e la già annunciata opposizione dell'attuale minoranza, guidata dal Pd, che ha fatto sapere che senza un progetto condiviso dai cittadini la valorizzazione di questi depositi sarà ostacolata in ogni modo. Quindi, dopo l'approvazione delle due delibere che in questi giorni danno l'ok al cambio di destinazione d'uso di questi depositi, dovrà essere costituito un fondo immobiliare e dovranno essere approvati dei piani d'assetto specifici per la riqualificazione di ogni immobile. Dopodiché dovrà essere pubblicato un bando per l'individuazione dei promotori dell'iniziativa che trasformerà i depositi in residenze, probabilmente di lusso, visto che molte di queste strutture si trovano in zone di pregio della città, da Trastevere a San Giovanni, fino al signorile quartiere Prati. Intanto, a distanza di tre anni dal suo insediamento, la maggioranza capitolina e in particolare un gruppo di consiglieri comunali del Pdl ha preparato un dossier con l'intento di dimostrare che le radici della complessa situazione deficitaria di Atac affondano nella gestio'ne delle amministrazioni di centro sinistra che hanno preceduto la Giunta Alemanno. Secondo i dati forniti gli anni peggiori per la situazione finanziaria di Atac sono stati quelli tra il 2003 e il 2007, sindaci Rutelli e Veltroni. Intanto il consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio di esercizio 2010: il deficit è stato di 96 milioni, in linea con la perdita registrata nel 2009 (-91,2 milioni), dopo aver scontato ammortamenti per 122,6 milioni a fronte dei 119,6 del 2009. «Il risultato di esercizio complessivo - precisano da Atac - espone tuttavia un risultato negativo di 319,1 milioni, per definire il fabbisogno patrimoniale dell'azienda, come richiesto dall'azionista, per garantire un affidabile piano di risanamento». Il Cda ha quindi convocato l'assemblea, anche in sede straordinaria, perché questa deliberi l'aumento del capitale mediante il programmato conferimento del pacchetto azionario di Atac Patrimonio Spa. «Il piano industriale - concludono da Atac - partendo dagli obiettivi indicati dal socio Roma capitale sia per la ripatrimonializzazione che per le azioni di risanamento gestionali, verrà a breve approvato dal Cda e trasmesso. Metterà in evidenza requisiti e tappe del riequilibrio aziendale per arrivare al pareggio entro il 2015».

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