Pareggio di bilancio nel 2014, riduzione del personale viaggiante con l'ottimizzazione dei turni, riduzione dei servizi a bassa domanda, uniformità dei livelli tariffari, ottimizzazione del rapporto costi-ricavi, integrazione delle funzioni manageriali e revisione dei contratti con il passaggio al net cost. Sono questi alcuni dei passaggi delle linee guida del piano industriale che disegnerà Seta, Società emiliana trasporti autofiloviari, la nuova entità del traspor) to pubblico locale appena annunciata che vedrà la fusione delle aziende di Modena, Piacenza e Reggio Emilia che, a partire dal 2012, daranno vita a un'unica realtà da oltre 30 milioni di chilometri, 1.130 dipendenti, 892 mezzi e 87,1 milioni di fatturato. Il prossimo passo, entro il prossimo 30 giugno,' sarà il via libera al piano industriale integrato da parte dei Cda delle Spa coinvolte e degli enti locali azionisti. È la terza aggregazione del Tpl in Emilia Romagna, dopo la Start composta dalle aziende romagnole e la fusione tra l'Atc di Bologna e l'Acft di Ferrara, a conferma del piano della Regione governata dalla Giunta Errani per arrivare all'operatore unico. «L'obiettivo è costituire - ha confermato l'assessore emiliano alla Mobilità, Alfredo Peri - una sola azienda di Tpl regionale che possa diventare un operatore intermodale grazie all'integrazione con La Fer, la società ferroviaria». Si legge tra le righe la volontà di creare un soggetto in grado di avanzare su altri mercati e altri bacini: il primo potrebbe essere la conquista di Parma, unica «single» nel composito puzzle regionale. «L'Emilia - continua Peri - è una ciambella con un buco in mezzo. Parma ha fatto una scelta diversa, ma non è detto che in futuro non ci possa essere un confronto per un'eventuale integrazione». Il nuovo soggetto, che ufficialmente partirà dal prossimo anno, ma comincerà le operazioni di integrazione dall'autunno, avrà in seno non solo soci pubblici. Il percorso prevede come prima scadenza la fusione tra Atcm Modena e Tempi Piacenza, successivamente si procederà all'incorporazione del settore gomma di Act e Autolinee dell'Emilia. Rimane ancora fumosa la composizione del nuovo Cda e la ridefinizione dell'assetto azionario. Occorrerà" poi considerare il ruolo dei soci esterni presenti sia in Atcm che in Act. L'azienda modenese è controllata per il 49% da Herm, ovvero la partnership tra il colosso francese Ratp e La Fer che ha vinto la gara a doppio oggetto. Mentre a Reggio Emilia l'Act, al 100% degli enti locali, detiene il 65% di Ae (Autolinee dell'Emilia), il restante 35% è in mano ad Agi (Autoguidovie italiane), il gruppo privato presente anche a Milano, Cremona, Bergamo, Brescia. Infine, grande incognita anche sui contratti di servizio. Gli affidamenti delle tre aziende scadono a fine 2011 (a Reggio Emilia c'è stata già una proroga di un anno), ma all'orizzonte potrebbe delincarsi un'ulteriore proroga per dare la possibilità a Seta di conseguire gli obiettivi di bilancio (dovrebbe chiudere il 2012 con 2,9 milioni di perdita e il 2013 in rosso di 900mila euro e raggiungere il pareggio nel 2014).