Parcheggi Il decisionsmo di Fiorilli («risolverò il problema entro 48 ore») partorisce la soluzione-tampone L'emergenza è scoppiata dopo il no di quattro imprenditori a cedere i terreni della pineta
Automobili sulla strada parco: questa è la vera novità emersa dal vertice di maggioranza che si è riunito ieri sera per affrontare l'emergenza parcheggi sulla riviera nord. Emergenza riesplosa dopo il "no" dei proprietari dei terreni del parco nord ad affittare le aree adiacenti la pineta a ridosso delle Naiadi. Quei mille posti non sono più disponibili e allora l'Amministrazione è dovuta correre ai ripari con soluzioni tampone, come i bus navetta dalle aree di risulta ogni 15' dalle 9 alle 20. È ufficiale la sosta a pagamento sulla strada parco dal confine con Montesilvano sino a piazza Duca degli Abruzzi. L'idea è quella di far parcheggiare le vetture su un lato o su entrambi a spina di pesce allo scopo di non occupare l'intera carreggiata. Altre soluzioni non ve ne sono, a parte quella già adombrata delle aree di risulta: fra queste e la strada parco di posti auto ve ne sarebbero in abbondanza. Perde quota, in seno al centrodestra, il partito dei parcheggi sul marciapiede, scelta adottata due anni fa dal sindaco Mascia (fu il suo primo atto in assoluto prima ancora che fosse insediata la Giunta) che gli attirò un mare di critiche. «Allora aveva un senso perché eravamo in piena emergenza - ha affermato l'assessore alla Mobilità Berardino Fiorilli - oggi non ce l'ha più. Il problema vero si pone durante i fine settimana, i weekend lunghi dal venerdì alla domenica, e a Ferragosto». Fatti due conti si tratta di una decina di weekend da qui all'inizio di settembre, 30-35 giorni di fuoco ai quali l'Amministrazione deve far fronte seriamente per evitare il ripetersi della gazzarra verificatasi domenica scorsa, con multe a raffica e turisti esasperati sia per la ricerca del posto auto perduto sia per le multe salate. La proposta della strada parco come alternativa credibile è di Carlo Masci, il quale non vuol sentir parlare più di parcheggi sul marciapiede, benché il "partito" dei balneatori continui a perorare questa causa: «I marciapiedi sono fatti per passeggiare, non per le automobili, - taglia corto Masci - ripetere quell'esperienza sarebbe un ritorno al passato, mentre noi vogliamo guardare al futuro»
«Un consiglio: non ci venite a Pescara nel fine settimana»
L'infelice sortita del consigliere ed ex assessore
«Evidentemente il consigliere comunale Blasioli rientra tra quei consiglieri i quali ritengono che Pescara finisca al ponte Risorgimento oppure il suo ruolo politico lo "acceca" a tal punto da non vedere che la città è fruibile anche a sud oltre il Ponte del Mare?». Se lo chiede l'Associazione Terra Nostra, attraverso il suo portavoce Gianluca Monaco, sconcertata dalla presa di posizione dell'esponente del Partito democratico che su Facebook mette nero su bianco (in elettronico, naturalmente): «Un consiglio: non ci venite a Pescara nel fine settimana». La piazza virtuale, dove si dice e si scrive tutto e il contrario di tutto, non è però il luogo dove si fa politica "vera". E pare perlomeno singolare che un consigliere comunale, per quanto all'opposizione, remi contro gli interessi della città che comunque rappresenta per mandato elettorale. «La difficile situazione dei parcheggi estivi - così Terra Nostra - è senz'altro un problema che crea malcontento tra gli operatori balneari, commerciali e gli utenti ma non giustifica assolutamente una denigrazione nei confronti della Città per questioni politiche. Si può criticare un'amministrazione per i suoi ritardi ma non si può indurre ad evitare Pescara per il soggiorno turistico-balneare. Avremmo preferito leggere un invito a venire consigliando una sistemazione sul lungomare sud dove i parcheggi ci sono e sono gratuiti. Non possiamo immaginare cosa ne pensino i suoi elettori, specie quelli che hanno un'attività e vivono di commercio, servizi e turismo. Suggeriamo al consigliere comunale Blasioli di rinunciare ai suoi emolumenti se la sua funzione di servitore della città è quella di invitare altri a "evitare di venire a Pescara"». Blasioli replica parlando di «conversazione privata, oggetto di strumentalizzazioni immotivate e insensate. Se ho offeso qualcuno, chiedo scusa, ma non permetto a nessuno di mettere in dubbio la mia buona fede». Il ditino sulla tastiera più veloce del cervello nel pesare le parole.