PESCARA. Con l'arrivo della bella stagione anche gli autobus della riviera nord vanno in vacanza. La Gtm ha deciso di deviare il percorso della linea 15 e durante tutta l'estate il tratto di lungomare dalla Nave di Cascella alla Madonnina non sarà servito dai mezzi pubblici.
Per ragioni di sicurezza l'autobus numero 15, che fino a una ventina di giorni fa faceva la spola sulla riviera, è stato spostato lungo via Fabrizi e corso Vittorio Emanuele, tra le proteste dei balneatori che temono «l'ennesima ripercussione negativa sulla stagione estiva».
«Ci sono rischi per gli autisti dei mezzi pubblici», avverte Michele Russo, presidente della Gtm, l'azienda che si occupa della gestione dei trasporti nell'area metropolitana, «la decisione è sgradita tanto a noi quanto ai titolari degli stabilimenti, ma non possiamo ignorare le disposizioni previste dal codice della strada».
Il lungomare pescarese, con la doppia fila di parcheggi a destra e a sinistra della carreggiata, secondo la legge è troppo stretto per consentire il transito e le manovre di sosta dei pullman. I nuovi mezzi della Gtm, che ogni giorno portano i bagnanti alle spiagge della riviera, sono 8 centimetri più ampi di quelli in servizio l'estate scorsa.
La protesta, montata dai sindacati di Cgil e Uil, è sfociata in una richiesta diretta all'azienda. «Ci hanno chiesto di spostare la tratta perchè non venivano rispettate le norme di sicurezza», sottolinea Russo, «e noi abbiamo dovuto accontentarli».
A finire nell'occhio del ciclone è il tratto di lungomare nord compreso tra la Nave di Cascella e la Madonnina, che un tempo era servito dalla linea numero 15. Al momento non c'è la possibilità di istituire un servizio navetta sostitutivo: per ammissione dell'assessore ai Trasporti del Comune di Pescara Berardino Fiorilli, gli autobus compresi nel parco auto della Gtm risultano troppo larghi per transitare tra le file di auto in sosta sul litorale pescarese. «La soluzione l'avevamo trovata, ma è stato il Comune a tirarsi indietro all'ultimo momento», sbotta Michele Russo, «avevamo stabilito di destinare l'area Ex Fea alla sosta degli autoveicoli per tutto il periodo estivo, in modo da evitare i parcheggi sul lato mare e sul lato monti. Poi improvvisamente è stato fatto un passo indietro».
In un primo momento l'amministrazione guidata da Luigi Albore Mascia ha accolto con favore la proposta di eliminare il parcheggio sul lato monte della riviera nord: l'idea era quella di consentire la sosta dei soli motocicli, mentre le automobili avrebbero potuto fermarsi sul lato mare, in modo da risparmiare centimetri preziosi. Successivamente si è deciso di mescolare le carte in tavola, ufficialmente perchè «togliere i parcheggi sul lato monte in piena estate sarebbe stato un suicidio per la riviera». L'unica linea in servizio sul tratto di lungomare, la numero 15, da circa venti giorni devia lungo viale Muzii, percorre via Fabrizi e svolta su corso Vittorio Emanuele. Solo a settembre, con la fine dell'estate, l'autobus riprenderà il suo percorso solito.
«È un grave problema per gli anziani che vengono al mare», dice Ciro Gorilla, direttore della sezione di Fiba Confesercenti, «oltre che per i disabili e per le famiglie che non utilizzano l'automobile. Ma è anche una disposizione che disincentiva l'uso dei mezzi pubblici».
«Noi della Gtm siamo contrari», spiega Russo, «se dovessero togliere i parcheggi e consentirci di recuperare le condizioni minime di sicurezza rimetteremo i collegamenti anche domattina».
I balneatori: «Andare al mare è una tortura».
La zona con meno posti auto e bus azzerati. L'ira dei gestori: «Ennesimo duro colpo al turismo»
PESCARA. «Andare al mare è diventato un privilegio». E' la rassegnazione il sentimento che prevale tra i tanti balneatori pescaresi che, anche quest'anno - «come accade ormai da anni», aggiungono - vedono latitare i parcheggi per le auto e, da circa venti giorni, diminuire le corse degli autobus. Come si va al mare a Pescara? «I fortunati che abitano in centro vanno al mare in bici e a piedi. Per chi abita ai Colli, il mare è un lusso». E' una risposta corale quella che arriva dai balneatori: dai fratelli Ammazzalorso dello stabilimento Ammiraglia a Fabio Tiberi del centrale Lido beach, da Rita Fiorilli di Stella Marina a Francesca Di Giovanni di Belvedere. «Si gira con la macchina aspettando il colpo di fortuna», dice Stefano Ammazzalorso. «Andare al mare è diventata una tortura», aggiunge la sorella Franca. «Può permetterselo solo chi abita in centro, perché raggiungere la spiaggia dai Colli e trovare parcheggio è un'impresa». Quest'anno la rivera ha mille posti auto in meno - quelli a ridosso della Naiadi - e gli autobus non passano più dalla Nave di Cascella alla Madonnina. Raccontano i fratelli Stefano, Franca e Andrea Ammazzalorso che dodici musicisti romani arrivati a Pescara per suonare nel loro stabilimento non riuscivano a trovare il parcheggio e si sono caricati sulle spalle gli strumenti. «Sono scoppiati a ridere», dicono i titolari dell'Ammiraglia. «Pescara è una città davvero bella ma davvero disorganizzata: questo è stato il commento dei musicisti romani». «Il turismo non viene incentivato», dice Di Giovanni. «La spiaggia è vuota perché le famiglie non sanno dove parcheggiare. Spesso le famiglie ci chiedono di guardare i bambini mentre le mamme vanno a cercare il posteggio», aggiunge Fiorilli di Stella Marina. Tiberi del Lido Beach fa un sorriso di scherno quando apprende che dalle sue parti non passeranno più gli autobus. «I dipendenti come vengono a lavoro? Chi non abita in centro come raggiunge il mare?», si domanda retoricamente. Accanto, c'è la Sirenetta e i gestori del ristorante Fabrizio Frezza e Paolo Di Renzo scuotono la testa all'ennesimo colpo al turismo. «Pescara senza parcheggi e senza autobus è un ritornello così vecchio che ormai non c'è più speranza, non c'è via d'uscita», chiosano i gestori. (p.au.)