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Pescara, 14/04/2026
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Data: 29/06/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Infrastrutture. L'Abruzzo tagliato fuori dai traffici commerciali. I nodi irrisolti in uno studio camerale

PESCARA. L'Abruzzo sulla carta ha un buon numero di infrastrutture ma queste vanno potenziate e sfruttate meglio per inserire la regione nei traffici commerciali con l'Oriente che transitano nel corridoio adriatico. E' quanto emerge da uno studio della Camera di Commercio di Pescara sulle potenzialità logistiche del territorio provinciale con uno sguardo d'insieme sull'intera regione.
I dati sono stati illustrati dal presidente camerale Daniele Becci con il vice Bruno Santori, Alessandro Africani di Uniontrasporti e la supervisione del professor Rosario Pavia dell'università D'Annunzio individuano le maggiori criticità nello scarso potere attrattivo e la bassa funzionalità dei porti abruzzesi, nella poca funzionalità della tratta ferroviaria Pescara - Roma e nell'eccessivo numero di veicoli, non più sopportato dall'autostrada A14 e dall'Asse attrezzato.
Porti. Quanto ai traffici marini, le cifre parlano chiaro: negli ultimi 5 anni, il numero di crociere nel Mediterraneo è aumentato del 124 per cento con un'incidenza nei quattro porti regionali (Pescara, Ortona, Giulianova e Vasto) pari a zero. In Italia, ogni anno vengono movimentati 500 milioni di tonnellate di merce, 200 delle quali in Adriatico, ma soltanto 2 milioni di queste transitano negli scali regionali. Il professor Pavia ha ricordato come uno studio del 1984 prevedesse per il porto di Pescara almeno 3 milioni di tonnellate. Ma sullo scalo marittimo pescarese pesa il problema del dragaggio, che sta avendo ripercussioni significative sulle presenze di passeggeri e merci. Per migliorare la situazione portuale abruzzese, il professor Pavia suggerisce «la creazione di un'agenzia regionale capace di coordinare i quattro scali, differenziando specificità e competenze ed evitando così concorrenza e sovrapposizioni, soprattutto per Pescara e Ortona che con l'interporto potrebbero dare vita a un unico sistema logistico».
Ferrovia. I 240 chilometri di ferrovia che collegano Pescara a Roma sono storicamente vecchi, poco agevoli sia per locomotive e vagoni che per i numerosi pendolari, concentrati soprattutto tra Avezzano e Roma, che utilizzano la linea. Le percorrenze vanno dalle 3 ore e 38 minuti alle 4 ore e 45 minuti, che diventano due ore per i 104 chilometri dal capoluogo marsicano alla capitale. La causa principale è la presenza di un unico binario: sui 240 chilometri di percorso solo 15,2 sono stati raddoppiati a causa dei lavori che procedono a rilento, nonostante un progetto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti preveda 500 milioni di euro per la velocizzazione.
Strade. Altra nota dolente, che dimostra come l'Abruzzo sia stato escluso dalle grandi vie di comunicazione, è la mancanza della terza corsia sull'autostrada A14 Pescara-Ancona, che nel 2009 ha registrato volumi di traffico medio di 175.453 veicoli al giorno. I progetti di realizzazione della terza corsia termineranno nel 2013 a Porto Sant'Elpidio, ai confini con l'Abruzzo. Stesso discorso per l'Asse attrezzato che collega Pescara a Chieti, vicino ormai al collasso e non più in grado di sostenere il traffico veicolare che è cresciuto negli anni.
Interporto. Discorso a parte sull'interporto di Manoppello, la cui ultimazione sembra vicina dopo la visita del presidente Chiodi. «Ma che rischia», è stato detto, «di rivelarsi una cattedrale nel deserto per carenza di collegamenti stradali e ferroviari». Lo studio camerale raccomanda che una migliore accessibilità a un territorio si traduce spesso nell'apertura di nuovi mercati e all'aumento del Pil.

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