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Pescara, 14/04/2026
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29/06/2011
Il Centro
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Regione, lontano il pareggio di bilancio. Consiglio, passa la legge che vieta il cumulo tra vitalizio e indennità di carica negli enti |
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Si cercano nuove risorse, intanto aumenta il costo dei gruppi politici L'AQUILA. La stagione dei sacrifici non è affatto finita per la Regione, nonostante le sforbiciate agli enti regionali e ai vitalizi dei consiglieri decise in questi giorni. E a fine anno l'ente rischia di non chiudere in pareggio il suo bilancio. I tre miliardi e mezzo di debito comulato negli anni, ridotto di 500 milioni dalla gestione Chiodi è una eredità enorme da gestire. Se negli ultimi anni i bilanci sono andati in pareggio, è solo per il ricorso alle economie vincolate, cioè ai fondi nazionali assegnati alla Regione ma non ancora utilizzati: 133 milioni nel 2008, 87 nel 2009, 78 nel 2010 e 111 nel 2010. Ma per il 2011 non ci sono più fondi vincolati da utilizzare e per la Regione il dissesto è vicino. Per questo l'assessore al Bilancio Carlo Masci sta cercando soluzioni alternative. Che al momento sono i Fas (un jolly per qualsiasi evenienza, ma mai sbloccato dal governo nazionale) e i fondi strutturali europei, sul cui utilizzo la Regione è in perenne ritardo. L'altro capitolo sul quale Masci sta lavorando è quello del recupero dei mutui indiretti, che la Regione paga per conto di Comuni, Province, Comunità montane, per somme mai incassate dagli enti locali. Tutti i mutui indiretti in corso pesano sui conti della Regione per circa 30 milioni l'anno, per un valore dei mutui in ammortamento di 147 milioni 560 mila euro, che corrispondono a 3.407 posizioni aperte. La Regione ha già disposto la revoca dei finanziamenti non utilizzati, in tutto o in parte, quando siano trascorsi cinque anni dalla data di concessione del finanziamento e i beneficiari non li abbiano mai incassati. A regime questo provvedimento abbasserà di 500mila euro l'anno la rata dei mutui. Non molto, ma almeno serviranno a coprire le maggiori spese dovute all'aumento da nove a dodici dei gruppi politici consiliari. Alle casse del consiglio i nuovi tre gruppi costeranno 480 mila euro. E Masci dovrà augurarsi che la turbolenza politica non ne crei altri, perché comporterebbero una nuova previsione di spesa e la ricorsa alla ricerca della copertura necessaria. Naturalmente dietro tutto questo c'è l'enigma della sanità, che Chiodi considera prossimo al pareggio, ma che versa in equilibrio instabile, per le sentenze del Tar che hanno di fatto annullato il riordino degli ospedali e per la politica dei costi standard che il governo si appresta a introdurre e che per le Regioni significherà complessivamente, a partire dal 2013, dai 4 ai 6 miliardi in meno di trasferimenti. Dunque il Consiglio regionale di ieri e quelli prossimi dedicati ai tagli dei costi della politica rischiano di essere una testimonianza di buona pratica ma inefficace dal punto di vista contabile. Il 12 luglio la giunta porterà in Consiglio regionale la riforma dei consorzi industriali, il 26 luglio andrà in aula la cancellazione di Aptr (l'agenzia regionale per il turismo) e Arssa (l'agenzia di sviluppo agricolo). Stesso destino anche per l'Arit, l'agenzia informatica. Le date sono state decise in un vertice di maggioranza a conclusione di un Consiglio regionale che ha approvato il divieto di cumulo tra vitalizi e indennità per quei consiglieri regionali che godono della pensione e contemporaneamente accupano una carica all'interno delle agenzie o delle società controllate dalla Regione. La legge è a firma di Maurizio Acerbo (Rifondazione) e Antonio Saia (comunisti italiani), ma è stata votata anche dalla maggioranza, che ha però chiesto e ottenuto di introdurre la facoltà di opzione tra assegno vitalizio e indennità (le proposta iniziale prevedeva la sospensione del vitalizio). «Abbiamo ex consiglieri che possono mettere la propria competenza al servizio delle società regionali», ha spiegato Riccardo Chiavaroli, portavoce del Pdl. Oggi l'applicazione della norma riguarda il solo direttore dell'Arta Mario Amicone che dovrà optare tra vitalizio e indennità. Un altro ex consigliere regionale, Raffaele Di Nardo, attuale presidente di Sangritana, è troppo giovane per la pensione.
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