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Pescara, 09/05/2026
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Data: 05/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Dragaggio, norma cancellata mette a rischio il porto

PESCARA. La cancellazione dell'articolo 13 dalla legge Finanziaria, dopo il voto in Parlamento, potrebbe costare caro al porto di Pescara. E' quanto riferito ieri dal ministro per le Intrastrutture Antonio Di Pietro che ha rivelato a Pescara, durante il convegno sulle opere pubbliche organizzato dal Comune, i retroscena dell'"incidente" tutto interno al centrosinistra.
«La norma l'avevo inserita io», ha spiegato il ministro, «e si riferiva alla possibilitą, una volta effettuato il dragaggio dei fondali, di spostare il materiale recuperato dall'escavazione un po' pił in lą rispetto al luogo in cui si era verificata l'ostruzione». La norma, che avrebbe dovuto superare la rigiditą imposta dalle attuali disposizione in materia ambientale, č stata perņ bocciata da una parte delle forze del centrosinistra che al momento del voto in Parlamento hanno trovato anche il sostegno del centrodestra.
«I porti sono importanti», ha spiegato Di Pietro commentando l'episodio con grande disappunto «e quelli dell'Adriatico sono la porta dell'Europa verso l'Est. Ma dobbiamo fare in modo di farci entrare le navi e la bocciatura dell'articolo 13 della Finanziaria comporta una inevitabile battuta di arresto anche per i progetti di sviluppo del vostro porto». Le secche causate dal movimento del fiume all'interno delle nuove banchine e all'imboccatura del canale, sono una delle principali cause che hanno indotto la Ivan Zajc ad interrompere momentaneamente la linea marittima Pescara-Spalato. Al di lą degli altissimi costi, l'intervento periodico di dragaggio del porto comporta il problema dello smaltimento dei fanghi che, in caso di esame negativo delle analisi chimiche, non possono tornare in mare.

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