L'AQUILA È una guerra agli sprechi e ai privilegi di casta quella intrapresa dal presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, e dal Consiglio regionale: nel giro di pochi giorni è stata stabilita la soppressione degli di cinque enti strumentali della Regione, ovvero Aptr, Arssa, Arit, Abruzzo Lavoro e Agenzia sanitaria regionale e la fine del doppio stipendio per gli ex consiglieri regionali «ricollocati» all'interno di una delle agenzie che sopravvivranno al taglio. Lunedì il presidente Chiodi ha parlato di «riforma epocale. Spesso le agenzie sono state utilizzate da una certa classe dirigente per sistemare le persone che facevano parte degli apparati politici. Purtroppo con gli anni le agenzie hanno perduto l'operatività ed è necessario razionalizzarle. Il risparmio maggiore sarà quello comportato dalla razionalizzazione e l'efficienza degli uffici, mentre il personale in eccesso in alcune agenzie potrà essere utilizzato per colmare alcuni vuoti di organico della Regione». Ventiquattr'ore dopo il Consiglio regionale ha abrogato la norma che consentiva a un ex-consigliere regionale di cumulare al vitalizio anche l'indennità derivante da un'eventuale nomina ai vertici di enti, agenzie e società regionali. D'ora in poi l'ex inquilino dell'emiciclo dovrà scegliere tra vitalizio e indennità, che prima veniva automaticamente sospesa. «È stato abolito un privilegio assurdo» hanno esultato i capigruppo di Prc e Pdci, Maurizio Acerbo e Antonio Saia, promotori dell'iniziativa sulla quale maggioranza ed opposizione hanno trovato un punto d'incontro. Sul taglio delle agenzie regionali, invece, il clima di concordia tra le parti non è di casa. Centrosinistra e sindacati sono sul piede di guerra mentre la maggioranza fa quadrato attorno al governatore e la sua decisione: clima da polveriera che rischia di esplodere da un momento all'altro. Il consigliere regionale del Pd Marinella Sclocco preconizza eventuali contenziosi da parte dei dipendenti delle agenzie soppresse per il pagamento degli stipendi: «Non ci sarebbe copertura finanziaria necessaria per garantire ai 721 dipendenti delle Agenzie Regionali lo stipendio. Razionalizzare la spesa del pubblico, non equivale a dire sempre tagliare. La maggioranza ha valutato la possibilità di dover inoltre rispondere ad eventuali contenziosi che si aprirebbero con un'operazione del genere». Di «follia dal punto amministrativo» ha parlato il capogruppo dei Verdi in Regione, Walter Caporale, mentre il capogruppo di Sel, Franco Caramanico, parlando di un'eventuale chiusura dell'Arta, ha sottolineato: «Invece che pensare di chiudere l'Arta, azione peraltro impossibile visto che l'Agenzia per la tutela ambientale è prevista dalla legge, il presidente Chiodi farebbe meglio a dare esecuzione a quel processo di riforme degli enti strumentali iniziato dal centro sinistra». Cigl, Cisl e Uil lamentano di non essere state coinvolte dal presidente nella decisione della soppressione degli Enti, «che abbiamo appreso dalla stampa. La Giunta Regionale ha deciso solo tagli lineari senza alcuna strategia riguardo l'impiego ottimale dei lavoratori e i servizi da migliorare. Nulla di più». Dall'ex alleata Daniela Stati, ora esponente Fli, un plauso all'annuncio di Chiodi smorzato da alcune riflessioni: «Il taglio annunciato da Chiodi alle agenzie territoriali va nella direzione giusta. Però perché iniziare proprio dall'Arssa e dall'Aptr, le quali non hanno già da tempo un Cda? Perché non si eliminano le partecipazioni in società collegate all'Arpa, come Tibus ecc.? E della Saga che ne facciamo, non sarebbe il caso di parlare di privatizzazione?». Al fianco del presidente è sceso l'assessore all'agricoltura Mauro Febbo, per il quale la decisione di assorbire le agenzie nelle direzioni regionali è stata una scelta obbligata: «motivata dal serio rischio di chiusura delle agenzie regionali e dalla necessità ormai improrogabile di tagliare i costi della politica, malgrado le resistenze della lobby della spesa pubblica, già effettuata da altre Regioni, tra cui Marche e Toscana». Accuse e controrepliche che annunciano un'estate caldissima