PESCARA - Un complotto, un tiro mancino, forse un sabotaggio. Sì Gianni Chiodi preferirebbe il sabotaggio all'ignoranza e all'impreparazione e in ogni caso vuole vederci chiaro anzi chiarissimo. «Fuori i nomi, fuori il colpevole» dice il presidente a muso duro ai direttori della sanità. Vuole dare un volto alla mano che ha inviato via fax alla commissione sanità del Senato «quei dati macroscopicamente falsi». Per poi punire pesantemente con un provvedimento disciplinare «chi ha diffamato l'Abruzzo davanti all'Italia intera».
Quattrocentocinquantuno minuti di attesa al pronto soccorso: è il giorno dopo la presentazione del rapporto sanità al Senato, un giorno bruttissimo che ha catapultato l'Abruzzo sulle prime pagine per un record negativo che più negativo non si può. L'attesa media nei pronto soccorso è di 241 minuti e i picchi arrivano fino a 451 minuti. «Obiettivamente troppi», liquida la commissione sanità che reputa «ammissibili» i cento minuti di attesa massima per i Dea del Nord. La fotografia dell' Abruzzo pecora nera non piace a Gianni Chiodi che in tutta fretta convoca una conferenza stampa con la sub commissaria Giovanna Baraldi e i responsabili dei Dea e dei Pronto soccorso per dire che si tratta di un errore madornale. «Non siamo riusciti ancora a sapere chi ha trasmesso quei dati. Sappiamo con certezza che sono stati inviati dal ministero dei questionari cartacei che sono stati compilati da qualcuno in modo superficiale ed avventato e poi rispediti a Roma via fax». Via fax, appunto: è qui, al numero di telefono che compare in testa ai fogli, che si attacca Chiodi per stanare il colpevole. Tempi sbagliati assicura Chiodi: «Nella sanità ci sono tali e tanti interessi che tutto può essere»: è uno scenario da spy story quello delineato dal commissario alla sanità che assicura di aver mandato in Senato i dati corretti, consegnati di persona martedì dalla Baraldi al senatore Fabio Rizzi della Lega Nord. E in effetti è Rizzi ieri a dichiarare alle agenzie che «l'Abruzzo non è maglia nera nell'emergenza sanitaria, i dati relativi alla Regione abruzzese utilizzati nello studio sono falsati in quanto sono riferiti al 2009, periodo nel quale ha inciso molto un fattore esterno tragico come il terremoto. Li raccoglieremo di nuovo e ricompileremo il questionario per dare la vera fotografia».
Ma anche sulle date c'è molta confusione. Rizzi sostiene che i dati arrivati in Commissione sono riferiti al 2009, e quindi che è colpa del terremoto se si è verificato qualche squilibrio. Invece i dati sono del 2008 anche se elaborati nel 2009, e quelli correttivi presentati dalla Regione, che fotografano una realtà molto più rassicurante, sono del 2010. «Ma nel 2008 non c'era molta differenza», assicura il dirigente del pronto soccorso di Pescara Alberto Albani, indignato per quei tempi di attesa «che ci hanno messo alla berlina». In ogni caso i tempi medi di attesa medi forniti dalla Regione relativi al 2010 sono al massimo di 53 minuti (Teramo), 48 minuti (Pescara), 13 minuti a Penne, 3 minuti a Popoli, 32 minuti a Chieti, 34 a Ortona, 3 a Guardiagrele, 35 a L'Aquila, 40 a Lanciano, 41 ad Avezzano. Ma le attese variano anche a seconda dei codici: con una media di 19 minuti, è quello di Pescara il pronto soccorso abruzzese in cui, nel caso di un codice rosso, bisogna aspettare più a lungo, mentre a Ortona e Avezzano l'attesa è di un solo minuto. In caso di codice rosso, dopo Pescara, seguono Popoli, con tempi di attesa pari a 14 minuti, Teramo (8 minuti), Guardiagrele con 7 minuti, Chieti e Penne (5 minuti), L'Aquila e Lanciano con tempi medi di attesa pari a 3 minuti. Da un punto di vista del numero degli accessi, al primo posto c'è il pronto soccorso di Pescara, con 86.981 accessi, seguito da Chieti (65.015), Avezzano (49.158), Teramo (47.905), L'Aquila (43.650), Lanciano (38.506), Ortona (20.218), Penne (13.599), Popoli (11.626) e Guardiagrele (8.937). Il tempo massimo di attesa, registrato all'Aquila, è di 76 minuti, nel caso di un codice bianco.
Tempi ben al di sotto della norma quindi. E mentre Chiodi assicura che anche i dati del 2008 saranno resi noti al più presto, c'è posto per la polemica politica durante la conferenza stampa: al Pd che si augura di veder presto chiusa la sua stagione, Chiodi replica che i democrat hanno fatto un autogol. «Se i dati sui tempi di attesa fossero veri, comunque si riferirebbero al 2008, anno in cui al governo ci sono stati loro». Come se per i cittadini facesse qualche differenza.