L'assessore al Bilancio respinge le critiche al programma di soppressione di alcune aziende
PESCARA. «Dai tagli delle agenzie risparmieremo qualche milione». L'assessore regionale al Bilancio Carlo Masci respinge le critiche «di chi sogna la luna e non vede i problemi». E a chi obietta che i dipendenti resteranno in carico alla Regione risponde: «Così però eviteremo i concorsi».
«I dipendenti delle agenzie che saranno soppresse hanno un posto assicurato», dice Masci riferendosi in particolare a Arssa e Aptr, «ma si tratta per noi di un altro risparmio netto, perché in Regione ci sono molti posti liberi in pianta organica, tra 200 e 300, che possiamo coprire con personale qualificato. Un esempio? All'Arssa ci sono molti agronomi, in Regione non ce ne sono, quindi potremmo inserirli utilmente nell'organico dell'assessorato allo Sviluppo agricolo, eliminando un doppione». Ed eliminando dunque, o limitando, il ricorso ai concorsi pubblici.
E' questa la «politica di risanamento» intrapresa dalle tre finanziarie del governo Chiodi.
«Alle direzioni«, dice Masci, «abbiamo dato indicazione di spendere solo quando ci sono risorse certe, la nostra politica è prima quella delle risorse e poi quella della spesa in funzione delle risorse. Ma il problema non è solo nostro, è nazionale. Anche oggi ne ho avuto conferma» (l'assessore è appena uscito dalla riunione romana della Conferenza delle Regioni sulla questione dei rifiuti di Napoli «che da noi non arriveranno», dice).
«In questa ottica di federalismo ogni istituzione ha le risorse su cui può contare, non ce ne sono di aggiuntive, e il governo non interviene più per ripianare». E dato che l'Abruzzo era abituato a spendere più di quanto incassava («solo 5 anni fa si spendevano 500 milioni in più nella sanità») l'obbliga ora «a muoversi in maniera più attenta».
Per esempio riducendo l'ammontare dei mutui. Oggi l'Abruzzo paga oltre 200 milioni all'anno di mutui: 93 quelli diretti, 30 quelli indiretti (pagati per conto di Comuni, Province e Comunità montane), 98 per le cartolarizzazioni della sanità.
«Riguardo ai mutui indiretti stiamo azzerando alcune posizioni (quelle che riguardano le somme mai riscosse dagli enti locali, ndr) mentre continua la verifica complessiva». Ma c'è poco ancora su cui lavorare di lima. «Gli spazi si sono ristretti perché anche dal governo oramai arrivano molte meno risorse rispetto al passato».
E quelle del passato vanno in esaurimento. Per esempio le economie vincolate, cioè le somme trasferite dallo Stato per specifici progetti, ma mai utilizzate. «Per questo siamo sempre di più sulla linea del rigore, non esiste più la politica del debito, anzi, noi i debiti li stiamo pagando tutti».
Con enormi sacrifici anche da parte delle famiglie e delle imprese che sopportano aliquote Irpef e Irap tra più alte. «Ma ora non sono più le più alte in Italia», spiega l'assessore Masci. «Per esempio nel 2008 l'Irap in Abruzzo era la più alta tra le Regioni, il 4,8 per mille. Ora non più. Tre Regioni, Lazio, Molise e Campania hanno l'Irap al 4,95. Il governo non ce l'ha aumentato perché abbiamo rispettato il piano di rientro della sanità». Il bilancio per il 2011? Andrà in pareggio, assicura Masci. Su quello del 2012 «ci stiamo lavorando sapendo che ci sono tantissime difficoltà, ma le stiamo affrontando tutte».