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Pescara, 12/04/2026
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01/07/2011
La Repubblica
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Accordo Amt, quasi un plebiscito via libera alla cassa integrazione. Il referendum L'83,18% dei lavoratori ha approvato l'intesa tra sindacati, azienda e Comune |
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È PASSATO a larghissima maggioranza, con l'83,18 per cento di voti favorevoli, il referendum tra i lavoratori dell'Amt sull'accordo firmato il 7 giugno scorso tra Comune di Genova, azienda, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa e Ugl. L'intesa tra l'altro dà il via libera alla cassa integrazione finalizzata alla pensione per 220 lavoratori, cassa che a questo punto scatterà dal primo luglio. Il numero degli aventi diritto al voto era 2.405. I votanti sono stati 1.593 (66%), voti nulli e schede bianche 14 (0,88%), voti validi 1.593; i lavoratori favorevoli sono stati 1.325, i contrari 254 (15,94%). «Un accordo difficile, di difesa, ma i lavoratori hanno compreso la portata dell'accordo. Da domani comincia un duro lavoro per applicarlo, sia per l'azienda che per la Regione»: è il commento all'esito del referendum di Corrado Cavanna, segretario Filt-Cgil di Genova. Un accordo che «fa pagare un prezzo occupazionale ma scongiura una riduzione eccessiva di chilometri» (dai previsti 3,5 mln agli effettivi 1,5); «che taglia 220 posti di lavoro su 2.405 da compensare parzialmente con nuove assunzioni di figure particolari ma conferma i 170 precari il cui posto sembrava in pericolo». Un accordo che, «se consente ai genovesi di continuare ad avere un servizio degno di questo nome, chiede loro di pagare un aumento, da 1,20 a 1,50 euro». Cavanna ha parlato di «voto massiccio», a dimostrazione che «quando si è uniti si può fare un lavoro in modo pieno, come invece in altre situazioni è stato impedito o mortificato». Per il futuro, dopo l'estate, il sindacalista ha annunciato la necessità di riorganizzazione delle linee: «Ne discuteremo». Il via libera all'intesa rappresenta così l'ultimo passaggio sulla strada della riorganizzazione dell'azienda, un percorso lungoe difficile avviato in seguito al taglio dei finanziamenti pubblici, che ha portato in primo luogo all'aumento del biglietto e in seguito al piano di revisione della rete, entrato in vigore con l'orario estivo. Con l'intesa anche sul personale scatterà per la prima volta nella storia la cassa integrazione in un'azienda dei trasporti pubblici e questo elemento ha pesato, anche dal punto di vista psicologico, parecchio prima di riuscire ad arrivare all'intesa. La cassa riguarderà per altro solo ed esclusivamente i lavoratori che di qui a due anni andranno in pensione. L'intesa prevede inoltre il passaggio di 80 lavoratori all'incarico di ausiliari del traffico, in carico al Comune. A questo punto in azienda si può iniziare anche a lavorare sulla costruzione del futuro, su quello che dovrà diventare l'assetto definitivo della società. I francesi di Ratp hanno annunciato infatti l'esercizio del diritto di opzione di rescissione del contratto e la gestione è stata presa in carico tutta dal Comune ma entro l'anno si dovrà decidere se mettere a gara la quota di minoranza di Amt, che permetterà la restituzione dei capitali alla società francese.
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