PESCARA. La strada parco da oggi cambia volto: da corridoio verde si trasforma per tutta l'estate in una grande area di sosta destinata a sopperire alla domanda di parcheggi del weekend pescarese. La decisione del sindaco Luigi Albore Mascia e del suo vice Berardino Fiorilli accende la polemica dell'opposizione, in testa Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista), che si dicono pronti a dare battaglia.
L'OPPOSIZIONE. «Non è questa la soluzione adatta per la mobilità», tuonano Acerbo e Guya Marconi, consigliere della circoscrizione Castellamare, che rilanciano un disegno alternativo: «Lasciamo l'ex tracciato ferroviario libero dalle auto e autorizziamo il passaggio dei bus navetta gratuiti per trasportare i turisti all'altezza degli stabilimenti». La proposta, spalleggiata anche da Pd, Idv, Sel e Fli, sarà portata in consiglio comunale, in programma lunedì prossimo.
IL PIANO DI SOSTA. Si inaugura oggi il primo weekend all'insegna del nuovo piano di sosta. Come previsto nell'ordinanza comunale, il parcheggio sulla strada parco sarà consentito solo nelle giornate del sabato e della domenica fino al 21 agosto. Nella settimana calda di ferragosto, dall'8 al 16, si potrà parcheggiare tutti i giorni, dalle 8 alle 20, al prezzo di 2,50 euro per l'intera giornata. Il provvedimento riguarda tutto l'asse compreso tra via Leopoldo Muzii fino al confine con Montesilvano, con percorrenza a senso unico in direzione sud-nord alla velocità di 10 chilometri orari. «L'intero percorso», assicura il vicesindaco Fiorilli, «sarà presidiato da 10 unità della società Pescara Parcheggi, che gestiranno i posti auto a pagamento, da 15 uomini della Protezione civile e da circa 30 agenti della polizia municipale. Si tratta di 55 uomini che garantiranno la sicurezza di pedoni e ciclisti e disciplineranno gli automobilisti».
Sono più di mille i posti auto disponibili in corrispondenza dei cinque accessi dell'ex tracciato ferroviario (via Leopoldo Muzii, via Milite Ignoto, via Cavour, via Cadorna e via Ruggero Settimo). A disposizione di turisti e bagnanti anche 84 posti nell'area dell'ex Fea, sul lungomare Matteotti, 72 all'ex Enaip, su viale riviera nord, e 60 posti in via Ruggero Settimo. Quanto all'area della vecchia stazione ferroviaria, la sosta sarà incentivata dai bus navetta gratuiti che il sabato e la domenica dalle 9 alle 20, ogni 15/20 minuti, porteranno i passeggeri su corso Vittorio Emanuele, in via Silvio Pellico, viale Muzii, viale Riviera nord, rotatoria Le Naiadi, via Cadorna, viale Kennedy, via Regina Margherita, viale Bovio e via Michelangelo.
I FAVOREVOLI. Il nuovo piano di sosta ottiene il plauso del colonnello della polizia municipale Mario Fioretti e del maggiore Paolo Costantini. Piace anche a Riccardo Ciferni, presidente del Ciba (Consorzio imprese balneari dell'Adriatico), che vede di buon occhio la pedonalizzazione del tratto di lungomare compreso tra la Madonnina e la Nave di Cascella e a Pierluigi Tucci (Il Moro).
I CONTRARI. La strada parco aperta alle auto ottiene la bocciatura dei leader dell'opposizione, tra cui il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio. La sinistra critica si scaglia contro «l'assenza di una strategia per il traffico», mentre dubbi sono sollevati da Giancarlo Odoardi, presidente di Pescara bici. «Se si continua a utilizzare l'automobile come parametro di valutazione delle decisioni sulla mobilità urbana», rimarca, «si arriverà al punto che le automobili divoreranno lo spazio». Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada parco, sottolinea la necessità di trovare «rimedi migliori per risolvere il problema del traffico cittadino».
«Il Comune ha fatto una scelta coraggiosa e impopolare», è l'opinione del presidente provinciale di Confesercenti Bruno Santori e del vicepresidente nazionale dei balneatori di Fiba-Confesercenti Antonio La Torre. «Noi per primi abbiamo proposto questa soluzione il 20 luglio 2010. A distanza di un anno siamo però costretti a prendere atto che nulla è stato fatto per uscire dall'emergenza e la strada parco è rimasta l'unica soluzione possibile. La questione è stata gestita male e tardi: bisognava intervenire prima per avere il tempo di tentare tutte le soluzioni senza precipitare nel tunnel dell'emergenza».