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Data: 02/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
La manovra economica - È scontro sulla manovra di Tremonti. Protestano Regioni e sindacati. Bocciata dall'agenzia Standard & Poor's, Consob chiede lumi

ROMA. Mentre il ministro Tremonti apre ai contributi delle opposizioni, ma allo stesso tempo avverte che la manovra economica dovrà essere approvata in tempi brevissimi, dall'agenzia di rating Standard & Poor's arriva un giudizio non proprio lusinghiero nei confronti del governo. Durissime anche le opposizioni.
In un'economia globale sempre più condizionata dalle "pagelle" delle agenzie di rating internazionali, la bocciatura di S&P fa molto rumore, anche perché l'agenzia all'indomani del varo della manovra ha deciso di mantenere in negativo le prospettive sul merito di credito italiano. «I rischi sono principalmente una crescita inferiore alla media dell'1,3% prevista per il periodo 2011-2014, e la possibilità di uno stallo politico. Se uno di questi rischi si avvera - dicono da S&P - il debito potrebbe ristagnare all'attuale livello e potremmo abbassare i rating sull'Italia». Un intervento intempestivo prima della pubblicazione sulla gazzetta ufficiale secondo la Consob, che ha convocato S&P, e anche Moody's che giovedì scorso aveva deciso di mettere sotto osservazione il rating di 16 banche italiane.
Sta di fatto comunque che a livello internazionale c'è poca fiducia nella manovra da 47 miliardi decisa dal governo Berlusconi, che tra l'altro - dopo aver chiesto come Tremonti contributi alle opposizioni - si appresta a mettere la fiducia in sede di discussione parlamentare, così da poter tagliare le gambe ai numerosissimi emendamenti previsti, e blindare il dibattito. «In una sola frase Berlusconi prima dice di voler parlare con l'opposizione - commenta il segretario del Pd Pier Luigi Bersani - e poi dice che metterà la fiducia. Sarà una battaglia». Altro che confronto e collaborazione, quindi. Il dibattito in Parlamento, anche con la fiducia, sarà rovente. «Noi non ci stiamo e in tutti i modi ci metteremo di traverso - aggiunge Bersani - contro una manovra economica che è una bomba a orologeria. Sarà una botta micidiale agli investimenti e anche il lavoro ne esce distrutto». Stessi concetti dal leader dell'Idv Di Pietro: «Quello che vuole Berlusconi quando chiede alle opposizioni di collaborare è solo servilismo. Sono pretese ridicole e contraddittorie, visto che ha annunciato che metterà la fiducia».
Ma c'è forte preoccupazione anche da parte dei sindacati e degli enti locali - Regioni e Comuni - colpiti da un taglio da 9,6 miliardi nel biennio 2013-2014. Il presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani, esprime preoccupazione e chiede «un'operazione verità» al presidente del Consiglio: «Deve dire ai cittadini quali servizi la Repubblica Italiana è in grado di assicurare». Anche il segretario della Cisl, Bonanni, da sempre molto misurato nei giudizi sul governo Berlusconi, sostiene che è sbagliato mettere la fiducia sulla manovra. «Sbaglia a volere evitare il dibattito parlamentare». Un colpo al cerchio, uno alla botte: «Sbaglierebbero però le forze parlamentari qualora usassero il dibattito parlamentare solo per disturbare e rallentare l'iter».
Ma è l'assenza di riforme strutturali che maggiormente preoccupa. Standard & Poor's infatti, pur ritenendo positivi i contenimenti degli aumenti salariali nel settore pubblico e la spesa pensionistica, dice che «alla luce della debole crescita italiana saranno necessarie riforme micro e macroeconomiche molto più importanti per incentivare gli investimenti privati e adeguare i salari alla produttività». Da parte del governo, come spesso accade, si evita di commentare il severo giudizio dell'agenzia di rating. Il ministro del Welfare Sacconi dice che «solo la stupidità umana o il pregiudizio senza limite possono portare a polemizzare sulla natura temporale della manovra». E il ministro dell'Economia Tremonti preferisce parlare dei mancati tagli ai costi della politica: «Non avrai un euro in più, non uno di meno, di quello che prende il tuo equivalente in Europa» dice Tremonti al Tg3. «Le auto blu si rottamano via via quelle che ci sono, le nuove saranno 1.600 di cilindrata, gli aerei blu saranno destinati solo alle grandi cariche dello Stato, ai grandi eventi internazionali». Per chiudere con una battuta: «Io questa sera prendo il volo di linea».

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