Il presidente in commissione provinciale per spiegare con quali strategie si affronta la crisi
Non c'è il minimo dubbio che si prospettino tempi molto duri per l'azienda dei trasporti urbani ed extraurbani veronesi dell'Atv. Oltre 4 milioni di euro di tagli nei trasferimenti dalla Regione per il 2011 rischiano di mettere in ginocchio il servizio finora erogato, o di far aumentare il prezzo di biglietti e abbonamenti, disincentivando così l'utilizzo dei mezzi pubblici. Quest'ultima ipotesi viene però respinta con forza dai soci, Comune e Provincia, e dagli stati generali dell'azienda, intervenuti ieri pomeriggio in ottava commissione consiliare provinciale presieduta da Nicola Terilli (Udc) e convocata da Diego Zardini, capogruppo del Pd, per far illustrare i dati del 2010 e le prospettive di quest'anno. Erano presenti il presidente di Atv, Massimo Bettarello, il vicepresidente Costantino Turrini ed il direttore generale Stefano Zaninelli, oltre al presidente di Aptv, Mauro Grezzani e a molti consiglieri dei Palazzi Scaligeri. Il bilancio del 2010 si è chiuso in pareggio, ma c'è una percepibile preoccupazione per il futuro. Da notare che il taglio di risorse per Verona è il più alto del Veneto e che complessivamente la nostra regione è la terza d'Italia per minori contributi previsti nel 2011 al trasporto pubblico. Nemmeno gli attuali parametri applicati dalla Regione l'anno scorso nella distribuzione delle risorse sono considerati equi da Atv. Venezia è al primo posto con 64 milioni 727mila euro (29.579mila per le linee urbane e 35.148mila per le extraurbane), a Padova sono arrivati 36 milioni 311mila euro, (16.542mila e 19.768mila), a Verona sono andati solo 29 milioni 37mila euro (13.258mila e 15.778mila), mentre, per fare un esempio, Vicenza, che ha 116mila abitanti contro i 255mila della nostra città, ha percepito 24 milioni 719mila euro (9.783mila per l'urbana e 14.935mila per l'extra). Cosa fare? «La nostra area è già la meno costosa per gli abbonamenti e il prezzo della corsa semplice è in linea con gli altri», spiega Bettarello. «Siamo ai massimi livelli di percezione del servizio. La Regione chiede che recuperiamo metà dei tagli da riduzioni dei servizi e efficientamento e l'altro 50 per cento da aumenti tariffari, in cui peraltro non crediamo. Inoltre, noi siamo già ampiamente virtuosi grazie all'accordo con i sindacati per chiudere il contratto unico entro l'anno, che potrebbe portare risparmi con più flessibilità e produttività, alle cordate per l'acquisto di carburanti, al taglio di 200mila km di percorrenza annua razionalizzando le linee e alla diminuzione di 50 unità del personale. Ricordiamo che serviamo 50 milioni di utenze l'anno, 36 solo sulle reti urbane e che la copertura dei costi media nazionale è del 30 per cento, mentre noi siamo già al 40», conclude il presidente di Atv.