In bilico anche la poltrona della vicepresidenza tra Castiglione e l'ala chietina del Pdl che spinge su Febbo
PESCARA. E' al centro di ogni pensiero e in posizione fissa nell'agenda della Regione. Il toto assessore impera, ma non si sa quando andrà in porto. E se il rimpasto di giunta può considerarsi cosa sicura, due sono le correnti interpretative: c'è chi sostiene che si farà prima della pausa estiva, chi tra settembre e ottobre.
L'altro dato certo è che il nuovo assetto politico sarà accompagnato da una profonda verifica nella maggioranza, passaggio cruciale di metà legislatura. Scelte e scadenze sono nelle mani di tre uomini del Pdl: il coordinatore Filippo Piccone, il vice, Fabrizio Di Stefano, e il presidente Gianni Chiodi. Tra i tre, pur non emergendo contrapposizioni nette, affiorano analisi diverse: chi propende per un intervento a breve è Piccone, in posizione attendista si colloca invece Di Stefano. Quanto al governatore, dipendesse da lui, non farebbe alcun cambiamento per non alterare equilibri e non alimentare problemi. Questo è il quadro, sempre fluido, di un partito di maggioranza alle prese con riforme da troppo tempo al palo e da approvare in fretta, sollecitato a chiarire i rapporti con gli alleati della coalizione di centrodestra che governa la Regione. Il Pdl guarda con attenzione anche alla situazione nazionale, e alle decisioni sui coordinamenti del neo segretario, Angelino Alfano, che ha già annunciato una stagione di primarie e congressi. Chiaro che, in queste condizioni, si rincorrano ipotesi di allontanamenti e nuovi arrivi. Tutto ruota intorno ad alcuni nodi: se l'assessore alla Cultura Luigi De Fanis, uomo di Di Stefano in giunta da inizio anno, dovesse, come da accordi con i vertici regionali, dimettersi dal Consiglio, al suo posto entrerebbe come primo dei non eletti in provincia di Chieti il presidente della Gtm, Pasquale Di Nardo, ex consigliere e coordinatore regionale di Forza Italia, personaggio legato a Piccone. Il sacrificio di De Fanis farebbe però tornare sul tavolo l'ipotesi di avvicendamento tra l'attuale vice presidente, Alfredo Castiglione, in quota Chiodi e Piccone - i quali, dopo l'uscita da Fli, gli hanno assicurato il mantenimento della carica - e l'assessore all'Agricoltura Mauro Febbo, coordinatore provinciale di Chieti e braccio destro del senatore Di Stefano. Scambio da giocare in virtù di un'intesa elettorale più volte richiamata dallo stesso Febbo. Ma se De Fanis dovesse dimettersi, potrebbe mantenere il posto in giunta come assessore esterno: ed ecco che si renderebbe necessario il taglio di uno dei due attuali esterni, l'assessore al Turismo, Mauro Di Dalmazio e quello al Personale, Federica Carpineta, entrambi fedelissimi del governatore. Altra ipotesi è l'ingresso in giunta di Nicoletta Verì, grande esclusa dal rimpasto di gennaio, quindi delusa, e «corteggiata» dal movimento federalista Forza del sud di Barbara Mazzali. Un modo per stoppare definitivamente le velleità di Fds, posto che a offrire la poltrona a Verì fosse il Pdl. Anche per il consigliere del gruppo misto, ex Pdl e Fli, Emilio Nasuti, in procinto di rientrare nel Pdl, ci sarebbe una chance vista di buon occhio da Chiodi.