La settimana scorsa s'erano visti al Primocafe di piazza Duca d'Aosta. Ieri si sono ritrovati al bar Mascalzone Latino di via Venezia. «L'aperitivo del sabato è un rito, non c'è nulla di misterioso» ha scherzato il sindaco Albore Mascia, seduto a capotavola con Pastore alla sua destra. Rito che ieri, come anche la volta precedente, è arrivato al termine di un intenso faccia a faccia a tratti anche duro. Poco prima dell'aperitivo, infatti, nello studio del senatore Pastore s'era riunito il coordinamento cittadino del Pdl. C'erano anche Foschi, Ranieri, Seccia, Chiavaroli, Andrea e Massimo Pastore, Pagano, Testa e Petri. Non sono mancati momenti di tensione tra Luigi Mascia e Lorenzo Sospiri, specie quando s'è trattato di mettere nero su bianco la lista di opere pubbliche cui dare priorità per imprimere quell'accelerazione che Sospiri chiede da tempo all'amministrazione comunale e al suo capo: area di risulta, ponte nuovo, riviere solo per citarne qualcuna. La discussione s'è accesa in particolare sull'area di risulta, con Sospiri a sollecitare a gran voce il nuovo parcheggio come priorità assoluta e dall'altra parte il sindaco Albore Mascia a puntare deciso sul teatro. «I miei suggerimenti sono nell'interesse del mio partito, del sindaco e della città» va ripetendo da giorni Sospiri, nei giorni scorsi arrivato a minacciare le dimissioni da capogruppo. Ma ieri, pur condividendo l'esigenza di dare una svolta all'azione amministrativa, un po' tutti i presenti hanno sostenuto il primo cittadino non avendo troppo gradito i toni drastici usati dal capogruppo consiliare e coordinatore provinciale Lorenzo Sospiri. L'incontro di ieri ha anticipato quello di giovedì quando al tavolo siederà il gruppo consiliare del Pdl per definire il da farsi.
«E' stato un incontro costruttivo e abbastanza sereno, malgrado tutto. Abbiamo anche commentato la nomina di Alfano e parlato dei tagli dovremo aspettarci da Tremonti - ha detto il senatore e coordinatore cittadino Andrea Pastore -. Qualche patema nell'amministrazione comunale non lo nascondo - ha ammesso -, dobbiamo fare di più per la città, ma guarderei più a problemi esterni che non interni». Problemi di coalizione, fa intendere Pastore, e il messaggio è per Carlo Masci che ad oggi ha il controllo dei progetti decisivi per il new deal pescarese, con tecnici e dirigenti legati a doppio filo alla sua Pescara futura: evidente che per dare un'accelerazione nessuno può tirarsi indietro.