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Pescara, 12/04/2026
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Data: 03/07/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
D'Alfonso (ri)presenta il ponte di Acerbo. Serata-intervista: L'ex sindaco sonda il terreno per un rientro in politica in grande stile

Adunata al Parco dei gesuiti sul progetto che secondo l'esponente di Rifondazione è una loro proposta

Dopo il Ponte del mare, il Ponte del cielo. In attesa di quello della terra e dell'ultimo del fuoco, per completare gli elementi in ossequio ad Aristotele, la quintessenza del D'Alfonso-pensiero è bell'e servita stasera al Parco dei gesuiti. Il tam tam dei fedelissimi si è già scatenato. Se Paola Marchegiani batte tutti sul tempo - per lei basta pronunciare «D'A» per far scattare il riflesso pavloviano sul suo sindaco di riferimento e leitmotiv nostalgico su qualunque argomento passato, presente e futuro -, il redivivo ex portavoce Marco Presutti "brucia" pure il capogruppo del Pd Enzo Del Vecchio nell'adunata di veterani e reclute del centrosinistra: stasera guai a mancare all'incontro tra il lìder maximo in crisi d'astinenza dalla politica attiva e il popolo che ne sente la mancanza e lo invoca. Don Luciano da Lettomanoppello ha già intonato in maniera messianica la presentazione del Ponte del cielo: «un nuovo germoglio» per la città che è «il sogno che continuo a sognare», la Pescara «capace di essere e farsi sentire creativa attraverso i tanti germogli leggeri che si procura» (sottotitoli a pagina 777). Ci manca solo l'apparizione sotto i riflettori del plastico, magari realizzato dalla stessa ditta di quelli di Bruno Vespa a «Porta a porta», ed ecco confezionato l'happening degli osanna. Insomma, D'Alfonso morde il freno e scalpita in attesa di scavalcare gli ostacoli che la magistratura ha disseminato lungo il suo percorso politico che in questo momento è difficile da immaginare a punteggio pieno. Ma lui ritiene che i tempi siano maturi per fare una prima conta e magari ricordare ai distratti che lui c'è e che non vede l'ora di chiudere una parentesi (giudiziaria) per riaprirne un'altra (quella politica). Alle 21 l'«uomo del ponte» che passa dal mare al cielo ha a disposizione un microfono e una platea che, ci sarà da scommettere, sarà quella da loggione. In realtà il microfono dovebbe impugnarlo Daniela Senepa, una giornalista d'assalto che di solito è a suo agio quando a disagio c'è il suo interlocutore. Impresa ardua, con D'Alfonso: si rischia la lesa maestà davanti alle sue truppe cammellate in fila ai Gesuiti. Problema che non ha Maurizio Acerbo, barricadero di Rifondazione in servizio permanente effettivo, che la festa a Luciano la rovina alla vigilia ricordando che il progetto del Ponte sul cielo sarebbe in realtà roba vecchia, disegnato da un giovane architetto del Comune (c'è pure il plastico) e proposto dall'ex assessore Tommaso Di Biase. «Infatti un mese fa l'ho riproposto durante la conferenza contro il progetto di stadio del mare in piazza 1° maggio. Che D'Alfonso faccia propria una nostra proposta non mi stupisce perché era già accaduta in passato assai spesso. Sulle idee l'appropriazione non è mai indebita». Il «germoglio» dalfonsiano sarebbe quindi spuntato sull'humus rifondarolo. E stasera vedremo dove condurranno le pietre sull'acqua del manifestino-invito. Nonostante il ponte arrivi dalle sue parti, Giove Pluvio pare intenzionato a non guastare la festa a D'Alfonso. Che una preghierina ecumenica verso l'alto, comunque, l'indirizzerà. Lui continua a sognare la città che verrà. Piena di ponti "suoi".

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