La ricetta del governatore: puntare su logistica, infrastrutture ed energia
PESCARA Bisogna guardare al futuro, sfoderando le armi della cultura, della ricerca e della tecnologia. Lo ha affermato Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, nel suo intervento alla convention organizzata a Sorrento dall'Osservatorio banche imprese (Obi) su «Mezzogiorni d'Europa - il caso Italia, un dibattito tra rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, dei sindacati, delle banche e delle università». «Bisogna rilanciare le politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno all'interno di una nuova strategia di crescita del Paese - ha asserito Chiodi -. Ma si devono anche sostenere nuove forme di interazione e collaborazione tra le Regioni, su obiettivi comuni e su temi centrali per lo sviluppo come la logistica e le politiche infrastrutturali, l'energia e la green economy, le politiche industriali e il capitale umano. Gli amministratori della cosa pubblica però devono guardare oltre. La strategia dell'Abruzzo - ha proseguito il presidente - è rivolta all'area balcanica ma anche a tutti i Paesi dell'area mediterranea, vitale in termini di prospettive e di sviluppo per le regioni del Mezzogiorno. È importante, quindi, lavorare con forte raccordo tra le regioni per individuare insieme possibili strategie di sviluppo. Serve un'azione coordinata per una migliore progettualità e per un'ottimale programmazione dei fondi a disposizione». Con riferimento al Mezzogiorno italiano è stato analizzato lo scenario dei sistemi produttivi con particolare attenzione verso turismo, energia, agroalimentare, innovazione tecnologica e internazionalizzazione. Il meeting è stato l'occasione per affrontare con rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, dei sindacati, delle banche e delle università i cosiddetti nodi gordiani che bloccano lo sviluppo dell'Europa. Durante la manifestazione il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito una propria medaglia di rappresentanza creata ad hoc dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. «I nodi gordiani della nostra epoca, leit motiv di questa convention - ha aggiunto Chiodi - sono molto difficili da sciogliere. Perché troppi i retaggi, troppi gli intrecci, troppi gli interessi di vario genere che da sempre ostacolano l'eliminazione del gap tra i Mezzogiorno sottosviluppati e le aree contingenti più avanzate. Come l'Abruzzo, altre regioni italiane hanno vissuto il miraggio del boom industriale; poi la recessione e la cruenta crisi economica e finanziaria degli ultimi anni hanno finito per mettere in ginocchio sia i sistemi più fragili che quelli più consolidati. Uscire da questo empasse oggi appare alquanto complicato perché l'affanno è di tutti i mercati internazionali e la spinta alla globalizzazione presenta molti limiti. Il primo banco di prova è costituito dagli effetti del federalismo sulle Regioni».