MILANO - Il blocco della rivalutazione delle pensioni previsto nella manovra colpisce i ceti e medi e per questo rappresenta una «grande ingiustizia». Così Susanna Camusso, segretario della Cgil che in un'intervista al Tg3 ha annunciato una alla mobilitazione sulle pensioni per il prossimo 15 luglio.
PENSIONI CHE SERVONO PER I FIGLI - «Quando si parla di 1.400 euro lordi - ha spiegato - si sta parlando di pensioni intorno ai mille euro, che sono le pensioni degli operai professionali che sono andati in pensione dopo 40 anni di lavoro, degli impiegati» insomma di «quel famoso ceto medio che bisognerebbe salvaguardare sul piano dei redditi e consumi, che ha già avuto in questi anni una riduzione delle pensioni. Perché tutti danno per scontato che le pensioni siano rivalutate sulla base dell'inflazione effettiva, ma non è così. Vengono rivalutate parzialmente, quindi sono pensioni già penalizzate, pensioni con cui si fa fatica. Non devo ricordare che spesso sono anche quelle pensioni che servono anche a proteggere i figli che non trovano lavoro. È quindi mi pare che sia una grande ingiustizia».
LA MOBILITAZIONE - «Noi abbiamo preannunciato una mobilitazione il 15 a partire dal sindacato dei pensionati - ha sottolineato Camusso - ma non solo. Pensiamo a una mobilitazione su tutto il territorio che ovviamente guarda al tema delle pensioni, ma anche alla sanità, all'assenza di politiche per la crescita. C'è una manovra fatta ancora una volta di tagli e di ricadute sulle persone».
LA CRESCITA - Per trovare risorse per fare la manovra «diciamo da lungo tempo innanzitutto che per prendere soldi bisogna rimettere in moto la crescita. E poi si deve prendere a chi guadagna di più» ha osservato ancora il segretario della Cgil aggiungendo che : «non è vero che non ci sono situazioni dove non si potrebbero trovare risorse quando il 10% famiglie italiane detiene il 47% della ricchezza nazionale». Per questo ha concluso «serve un riequilibrio. Si colpisca chi ha determinato questa crisi e si utilizzino le risorse per far stare meglio chi sta peggio e per far ripartire la crescita».