LE MISURE ANTICRISI Calderoli: «Se non otteniamo qualcosa lasciamo Berlusconi ai suoi divertimenti»
ROMA. «Il governo non ha ancora trasmesso al Quirinale il testo del decreto legge sulla manovra economica». Dietro alla precisazione del Colle, affidata ad un comunicato asettico, c'è tutta l'irritazione di Napolitano per come governo e maggioranza stanno gestendo la delicata partita delle misure correttive per tenere sotto controllo i conti pubblici. Sui provvedimenti approvati in consiglio dei ministri, soprattutto quelli che riguardano le pensioni, si sta consumando un duro braccio di ferro nella maggioranza. Bossi ha intimato uno stop al Cavaliere e il risultato è che il decreto legge dovrà essere riscritto almeno in parte.
In attesa di conoscere il testo della manovra, il capo dello Stato smentisce le indiscrezioni che vogliono il contenuto del provvedimento al vaglio degli uffici della presidenza della Repubblica. Il risultato è che Berlusconi, sempre più in affanno, deve raggiungere un compromesso con la Lega. Prima che sia troppo tardi. Un invito ad evitare il muro contro muro con il Carroccio e ad ascoltare i «suggerimenti» delle opposizioni parte dal presidente del Senato, Renato Schifani, per il quale sulle pensioni serve un compromesso: «La manovra non si può considerare come un totem intoccabile. Può essere corretta in via parlamentare, mi auguro anche con il contributo dell'opposizione, senza che venga stravolta».
Il governo troverà una sintesi? Difficile immaginarlo anche perché la Lega continua a puntare i piedi su tutto. Missioni all'estero, rifiuti di Napoli, ministeri al Nord e pensioni: Umberto Bossi e Roberto Calderoli non perdono occasione per ricordare al Cavaliere che la strada che il governo ha davanti è tutta in salita. «O portiamo dei risultati o ce ne andiamo e lasciamo Berlusconi ai suoi divertimenti» avverte Calderoli, che promete di far «ballare» destra e sinistra sul filo tutti i giorni: «Ho imparato che in politica l'unica cosa che funziona tra persone per bene è il ricatto. Io adesso sono il capo del bordello e non mi frega più nessuno».
Convinto che Bossi voglia solo logorarlo, Berlusconi guarda con sempre maggiore preoccupazione i continui distinguo del Carroccio (che a Milano presenterà una mozione per impedire l'arrivo di immondizia napoletana) e si prepara al peggio. Ma in pubblico, il Cavaliere ostenta ottimismo. Assicura che il Pdl «è solido e compatto», accusa la sinistra di aver «strumentalizzato» le amministrative e spiega che «è nell'interesse degli italiani» che il governio completi la legislatura. L'opposizione, invece, fa a pezzi la manovra. Per Roberto Ferrante (Pd), la nota del Quirinale «conferma il fatto che sulla manovra il governo è alle prese con un work in progress». Lavori in corso per presentare cosa? L'ipotesi è che il governo punti a reintrodurre la norma che tagliava del 30% la componente della bolletta elettrica e del gas destinata a finanziare le agevolazioni. Nell'attesa di conoscere il testo della manovra, Anna Finocchiaro (Pd) spiega che l'appello di Schifani al confronto «dovrebbe essere rivolto al governo» mentre Antonio Borghesi (Idv) assicura che le misure annunciate dal governo non aiuteranno in nesun modo la ripresa economica: «Siamo alle prese con una manovra autolesionistica, che non solo non dà nulla per la crescita ma addirittura la daneggia».