Iscriviti OnLine
 

Pescara, 12/04/2026
Visitatore n. 753.051



Data: 04/07/2011
Testata giornalistica: Prima da Noi
D'Alfonso al parco dei Gesuiti: «non so dove ho sbagliato»

PESCARA. Il pubblico era quello delle grandi occasioni: fedelissimi e sostenitori hanno riempito ieri sera il parco dei gesuiti, alle spalle della chiesa del Cristo Re di Pescara Colli.

Gente comune ma anche tanti amici e consiglieri comunali del Pd: da Camillo D'Angelo a Moreno Di Pietrantonio, Enzo Del Vecchio, Gianluca Fusilli, Paola Marchegiani, e l'ex assessore Alberto Balducci che dispensava ampi sorrisi e abbracci.

Presente anche Guido Dezio che con l'ex sindaco condivide un passato di successi e un presente molto diverso, diviso tra condanne già arrivate e aule di tribunale pronte a scrivere nuove verità giudiziarie.

In prima fila c'erano anche il senatore del Pd Giovanni Legnini e il direttore dell'Arta Mario Amicone.

Tutti per lui, l'ex sindaco di Pescara e il suo progetto del 'ponte del cielo', a dimostrazione che anche senza sedere sulle poltrone della guida amministrativa della città o in Consiglio comunale vuole incidere sul futuro della città.

L'ingresso è stato quella delle grandi star: baci e strette di mano con gli ospiti delle prime file mentre in sottofondo scivolava il mantra dell'amore come cura di Franco Battiato.

Poi la serata ha avuto inizio con la spiegazione da parte del primo cittadino, intervistato dalla giornalista di Rai3, Daniela Senepa, («mi farà domande vietnamite»), del suo nuovo progetto: un pontile dietro la nave di Cascella che «unisca la terra ferma e l'orizzonte marino».

Nei giorni scorsi Rifondazione Comunista aveva rivendicato la paternità di quell'opera, pensata quando l'ex sindaco era ancora in carica e riproposta anche qualche settimana fa quando l'opposizione contestava il progetto dello stadio del mare in piazza 1° maggio.

«Quella era una idea del nostro assessore Tommaso Di Biase (anche lui presente ieri sera, ndr)», ha commentato Acerbo su Facebook. «Che D'Alfonso faccia propria una nostra proposta non mi stupisce perchè era già accaduta in passato assai spesso. Sulle idee l'appropriazione non è mai indebita!»

«CHIEDO SCUSA ALLE PERSONE CHE SOFFRONO»

Dopo le prime domande di ''riscaldamento'' sul Ponte del Mare, la grande opera che ha caratterizzato l'era dalfonsiana e che è diventato «il nuovo simbolo della città», la serata è scivolata per brevi ma intensi minuti sulle vicende processuali, tutt'ora in corso, dell'ex primo cittadino che ha già rimediato una condanna a quattro mesi nell'ambito del processo del concorso Dezio e che proprio stamattina sarà nuovamente in aula per il processo Housework sulle presunte tangenti al Comune per le quali fu arrestato a dicembre 2008. Davanti al gup pende poi anche il processo sugli accordi di programma che vede coinvolti anche alcuni consiglieri comunali.

Parlando del futuro, Senepa ha sottolineato che c'è «un intertempo» da trascorrere nelle aule giudiziarie prima di tornare a fare l'amministratore pubblico.

«Si sente di dover delle scuse alle persone che l'aspettano e che l'hanno eletta?»

«Questa domanda ci sta», ha replicato D'Alfonso, «sebbene avrei preferito non toccare questo argomento. Mi pongo una domanda da trenta mesi: quello che non rifarei. In realtà non so cosa non rifarei, lo devo ancora sagomare. Un mio amico di Torre de' Passeri mi dice: ''a me non è successo'' ma io credo che è normale che chi amministra si trovi a dover spiegare e dimostrare quanto è legittimo ciò che ha fatto».

Sulle scuse da porgere la lista di Luciano D'Alfonso è lunga. In cima c'è la mamma: «sta vivendo questo dolore in età avanzata e soffro per il suo dolore. Lei ogni giorno mi chiama sperando che ci sia qualche novità che io possa darle».

Ma l'ex sindaco chiede scusa anche «al cerchio magico della mia famiglia» e «al cerchio magico degli amici», anche quelli del Consiglio comunale «che mi hanno dato dedizione».

E ha chiesto scusa anche «alle persone che sono qui, che mi danno fiducia, una fiducia molto resistente. Non avrei mai voluto misurare la resistenza della loro fiducia».

L'ex sindaco ha ammesso di non aver astio nei confronti di chi ha prodotto «denunce fino all'inverosimile» ma di essere contro solo a chi ha il potere di amministrare una città ma non lo fa. Loro rappresentano la più grave «pagina di immoralità».

Non ha negato che al momento il suo futuro resta una incognita, probabilmente legata anche all'esito dei processi in corso.

«Se mi ricapiterà un ruolo pubblico, non per fare il Mandarino, ci ripenserò due volte prima di far prevalere la sostanza sulla forma. Se mi ricapiterà presterò due volte attenzione alla procedura».

Sugli errori del passato, se ce ne sono stati, D'Alfonso non ha saputo dare spiegazioni: «non so se sia stata inesperienza». «Oggi posso dire di aver sofferto», ha continuato, «e che se dovesse ricapitare di prendere il potere vorrei portare fino in fondo il mio patto con i cittadini».

L'ex sindaco ha poi ammesso di ammirare i suoi amici consiglieri perchè sono stati eletti «ma non per lo status che il loro ruolo rappresenta ma perchè hanno il potere di incidere sulle scelte della città e trasformarla».

Se un'altra elezione non ci sarà D'Alfonso ha annunciato che anche da «normale cittadino» continuerà a lavorare per il bene di Pescara perchè «non c'è qualcosa che riesca a darmi maggiore soddisfazione».

Poi dopo il riscaldamento e le domande obbligatorie sul presente giudiziario la serata è scivolata in monologhi più o meno lunghi sul progetto del ponte del cielo, tra bocche aperte e occhi sgranati in direzione del palco, tutti intorno ancora al "sindaco" di Pescara.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it