L'AQUILA. Il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani sarà stasera all'Aquila per inaugurare la nuova sede cittadina del Partito Democratico (ore 19,30, via Cencioni 5) e aprire la festa democratica della cultura che si chiude domenica. Il leader Pd alle 20,30 sarà al Parco del Sole.
Bersani ha accettato di rispondere ad alcune domande del Centro sulla ricostruzione e i problemi connessi.
Segretario, qual è l'idea del Pd per la rinascita dell'Aquila?
«L'idea del Pd sul post-terremoto è quella discussa quando vennero qui 150 parlamentari in visita. Fu un'occasione nella quale furono assunti degli impegni: sostenere la legge di iniziativa popolare, con le firme dei parlamentari, e tutti quelli del Pd l'hanno fatto, e anche politicamente, evidenziandone i contenuti, il primo dei quali è il superamento della struttura commissariale, oltre alla scelta, così com'è avvenuto in tutti gli altri terremoti, di dedicare alla ricostruzione una legge specifica, non affidandosi alle norme dell'emergenza che si stanno rivelando non adeguate».
In parlamento a che punto è la legge per L'Aquila?
«È stata scritta un anno fa e quando comincerà la discussione in parlamento occorreranno tutti gli adeguamenti necessari che verranno discussi come avviene per tutte le leggi. Ma la struttura fondamentale è, se possibile, diventata ancora più attuale oggi rispetto a un anno fa, vista la situazione».
Sul fronte delle questioni economiche qual è la vostra posizione?
«C'è certamente il fronte aperto legato alla restituzione delle tasse sospese. Se la legge è infatti l'impianto strategico, il secondo aspetto, quello degli interventi immediati, annovera sicuramente la necessità di risolvere questo problema delle tasse, perché la sospensione della restituzione dei pagamenti è stata decisa a inizio anno con un provvedimento che non aveva copertura finanziaria. Quindi, come abbiamo già fatto nel corso dell'anno e continueremo a fare, speriamo in maniera unitaria con tutto il parlamento, chiederemo al governo una nuova sospensione della restituzione, oltre alla copertura dei mesi per i quali la sostituzione è stata sospesa. Senza questo provvedimento, gli aquilani a novembre si troveranno a dover affrontare una situazione grave, perché dovranno restituire, in due mesi, tutto l'anno di pagamenti, perché non essendoci copertura, dentro il bilancio dell'anno bisogna restituire le 12 rate».
Da Roma la politica nazionale come vede la vicenda L'Aquila?
«Io parlo per il Pd. Secondo noi i problemi dell'Aquila sono ancora enormi, sia dal punto di vista della difficoltà della ricostruzione pesante sia delle attività economiche. In tutto questo periodo il Partito Democratico, oltre alle battaglie politiche, ha fatto qualcosa di concreto che è bene ricordare: in occasione di tre leggi mancia una al Senato e due alla Camera, e in occasione della ripartizione dei fondi per le attività scolastiche, ha rinunciato a tutti gli altri progetti in Italia e li ha concentrati sul territorio del cratere. E questo si è realizzato in venti milioni di euro che sono a disposizione, in particolare del Comune dell'Aquila».