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Pescara, 14/04/2026
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Data: 06/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
L'altolà di Napolitano: «Non firmo». Il Quirinale decisivo nel bloccare la norma pro-premier. Fini: «Inopportuna»

ROMA. «Sulla manovra non dico nulla. Quando sarà il momento conoscerete le nostre determinazioni». L'altolà del Quirinale alla norma salva-Fininvest è contenuto in queste due frasi che Giorgio Napolitano pronuncia in mattinata. Il malumore per un codicillo inserito a sorpresa nel decreto con le misure mese a punto dal governo per tenere sotto controllo i dissestati conti pubblici è chiaramente leggibile sul volto tirato del presidente della Repubblica.
Napolitano, che due giorni fa ha affidato al suo staff giuridico il compito di passare sotto la lente di ingrandimento la manovra per una «attenta e scrupolosa valutazione», ha scelto una formula che evidenzia tutte le perplessità del Colle e che riflette la volontà di tenersi lontano dalle polemiche politiche non rinunciando a prendersi tutto il tempo necessario per leggere e valutare la manovra. La firma del Quirinale, insomma, non sarebbe arrivata subito e i giudici avrebbero avuto il tempo di confermare o annullare la sentenza sul Lodo Mondadori. Il rischio di una bocciatura della manovra, anche solo parziale, è stato l'elemento che ha obbligato il Cavaliere a fare marcia indietro.
Deciso a non fare il semplice spettattore davanti ad un nuovo caso di conflitto di interssi, il capo dello Stato avrebbe infatti attivato tutti i canali diplomatici per far sapere a Berlusconi che la contestata norma doveva essere tolta dal decreto. Eventualità che avrebbe obbligato palazzo Chigi a modificare in fretta e furia il testo della manovra. La norma Mondadori è apparsa da subito agli occhi del Quirinale del tutto estranea alla manovra ma non è questa la sola perplessità e Napolitano resta in attesa di risposte dal governo prima di procedere alla controfirma della manovra.
Ed è probabile che il governo dovrà rimettere mano al decreto, anche perché i collaboratori di Napolitano fanno sapere che il ritiro della norma salva-Fininvest «ha risposto solo ad una delle osservazioni prospettate dal Quirinale al governo per indicare criticità, problemi tecnico-giuridici e di coerenza del decreto legge». Sulle altre questioni, il Colle «resta in attesa» di risposte dall'esecutivo. I «chiarimenti» dovrebbero riguardare lo «spacchettamento» dell'Istituto per il Commercio estero e le misure sulle quote latte che hanno favorito gli allevatori del Nord.
La norma salva-Fininvest, comunque, non ha allarmato solo il presidente della Repubblica e le opposizioni ma anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ieri ha sottolineato la «totale inopportunità» di inserire la contestata norma nella manovra economica ed ha tirato un sospiro di sollievo dopo l'annuncio del ritiro. La manovra sarà approvata senza modifiche? Nell'attesa di conoscere la risposta, una bocciatura delle misure messe a punto dal governo per la tutela dei conti pubblici arriva anche da Famiglia Cristiana, che denuncia «ipocrisia e incompetenza» nel gestire le sorti del paese. L'attuale classe politica? «E' la più bassa di tutti i tempi» affonda il settimanale.

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