Il premier è preoccupato evidentemente più del bilancio familiare suo che dei bilanci delle famiglie italiane.
Stiamo parlando di sette righe aggiunte in coda all'articolo 37, il quartultimo, del decreto legge contenente «disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria». Siamo a pagina 105 di un testo di 117 cartelle. Si introducono «disposizioni per l'efficienza del sistema giudiziario e la celere definizione delle controversie». Bene, queste sette righe valgono circa 750 milioni. Valgono per Berlusconi, beninteso. Quasi cento milioni a rigo. Parole d'oro.
La norma - se fosse stata approvata con tutta l'urgenza propria di un decreto - avrebbe avuto effetti immediati nel contenzioso civile che contrappone Silvio Berlusconi a Carlo De Benedetti (editore di questo giornale) nella vicenda Mondadori. La Fininvest in primo grado è già stata condannata a risarcire la Cir di De Benedetti con 750 milioni per il danno subito quando la Mondadori finì nelle mani dell'editore di Arcore. Ci finì perché il giudice che l'assegnò a Berlusconi era stato corrotto, come ha stabilito definitivamente la Cassazione.
Da qui il risarcimento stabilito da un altro giudice, Raimondo Mesiano, (sbeffeggiato subito dopo la sentenza dalle reti Fininvest per il colore dei calzini) mentre tra qualche giorno è atteso l'appello con l'eventuale obbligo di pagamento. Soldi dunque che - se fosse passata la norma ideata dai soliti ignoti - il premier avrebbe risparmiato.
Bene, che cosa c'entra tutto ciò con la manovra che da qui al 2014 stravolgerà la vita di milioni di italiani? Si eleva l'età pensionistica; si blocca per un altro anno il «turn over» degli statali; si tagliano quasi 10 miliardi a regioni, comuni e province; si tolgono gli incentivi alle energie rinnovabili. Insomma sacrifici per tutti, privilegi per uno solo.
Legge «ad personam», ormai lo capiscono anche quelli che negli anni hanno riposto fiducia nel fantasmagorico mondo berlusconiano. Persino Bossi, l'alleato fedele, ha manifestato «profondo malumore». I ministri leghisti non ne sapevano nulla, il popolo del Carroccio si sente ancora una volta preso in giro. Non si sarebbero superati i 26 milioni di sì ai 4 referendum se alle urne non si fossero recati in massa anche elettori della Lega. Hanno bocciato il legittimo impedimento.
Avrebbero sopportato quest'ultimo «illegittimo arrangiamento»? Attenti però, non è finita. Quale sarà la prossima mossa di un uomo che ormai pensa solo a se stesso?