LE MISURE ANTICRISI Il 15 sciopero del pubblico impiego Pensioni, Sacconi disponibile a cambiare
ROMA. «Una manovra "vergognosa", che mette le mani in tasca agli italiani con l'arroganza iniqua del sovrano che decide per i suoi sudditi». Il sindacato, in particolare la Uil, è uscito allo scoperto ieri dopo le certezze emerse sul fronte dei tagli, soprattutto alle pensioni.
Ogni giorno dalle pieghe della manovra, che in realtà sfiora i 50 miliardi di euro in 4 anni se oltre ai tagli di spesa si considerano anche le maggiori tasse, spuntano delle novità. Tanto da spingere i sindacati alla piena mobilitazione e addirittura allo sciopero generale di tutti gli statali per il 15 luglio, come proclamato ieri dall'Unione sindacale di base del Pubblico impiego. Il capo dello Stato, invece, oltre alla questione Fininvest ha chiesto al governo risposte, non ancora pervenute, su altre criticità contenute nel decreto, come la soppressione dell'Ice e la sanatoria delle quote latte, tanto cara alla Lega.
Intanto dalla manovra spuntano vere e proprie patrimoniali, come le hanno definite sindacati e opposizione: non solo il superbollo sulle auto di grossa cilindrata, ma soprattutto nel conto in banca degli italiani con una patrimoniale che inciderà senza distinzioni su tutti i tipi di risparmio, tassando i depositi titoli in blocco anziché le transazioni finanziarie come era parso in un primo momento e come avevano chiesto le opposizioni.
Colpito il risparmio. Il bollo annuale sulle comunicazioni relative al deposito titoli, che oggi costa 34,20 euro arriverà nel 2013 a costare anche 380 euro per chi avrà un controvalore di titoli superiore ai 50 mila euro. Da subito costerà 120 euro all'anno. Cosa significa? Che chi, per esempio, detiene oggi 10 mila euro di Bot, che nella migliore delle ipotesi rendono l'1,50%, incasserà un interesse che servirà a coprire solo le spese: i 120 euro della supertassa e le spese di gestione titoli chieste dalla banca. Allo Stato l'operazione-titoli, secondo quanto emerge dalle tabelle allegate alla manovra, renderà 8,8 miliardi, cioè un quinto dell'intera manovra finanziaria.
Tagli agli enti locali. La manovra peserà 9,6 miliardi sugli enti locali tra il 2013 e il 2014: per le regioni i tagli saranno pari a 2,4 miliardi, per i Comuni a 3 miliardi e a 1,2 miliardi per le Province. Altri 3 graveranno su Regioni e Province a statuto speciale. "Preoccupatissimo" si è detto il governatore leghista del Veneto, Luca Zaia: «Ci saranno non poche difficoltà per garantire i servizi essenziali», ha ammesso.
Sanità e pensioni. Nel biennio 2013-2014 saranno pari a 7,5 miliardi i tagli per la sanità mentre dalla riduzione dell'indicizzazione delle pensioni arriveranno allo Stato 3,8 miliardi in tre anni. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, di fronte alle proteste dilaganti si è detto pronto a trattare per una «diversa rimodulazione verso le fasce più alte».
Irap sulla finanza. Per banche e assicurazioni è previsto un aumento dell'imposta regionale che in termini di correzione del deficit vale 1,848 miliardi. La manovra è stata definita "controproducente" dalle banche ai fini della crescita.
Superbollo auto. Sono 98mila le auto di lusso interessate. Il gettito previsto per le casse dell'Erario è di 197,7 milioni complessivi da qui a tutto il 2014.