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Pescara, 14/04/2026
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Data: 06/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
E' scontro sulla chiusura delle aziende regionali. Costantini (Idv): la giunta spreca risorse l'Aptr va trasformata in una spa con l'apertura del proprio capitale ai privati

Roselli (Api): liquidare l'Arssa servirà solo a rafforzare l'assessorato

PESCARA. «Una manovra populista». Così l'Api abruzzese giudica la delibera di giunta regionale che ha stabilito lo scioglimento di Arssa e Aptr. «A livello economico non c'è nessun risparmio», dice il cordinatore regionale dei rutelliani Marino Roselli, «soprattutto perché il personale resta». «Non è che spostando le persone risparmi. E anche il direttore generale deve essere recuperato. La delibera», aggiunge Roselli «non considera che agricoltura e turismo sono due temi fondamentali per lo sviluppo dell'Abruzzo. Certo, oggi il populismo ti obbliga a fare i tagli, ma l'Arssa ha una storia di 50 anni e ha un ruolo fondamentale in agricoltura. Io credo,», dice Roselli, «che l'assessore voglia accentrare i suoi poteri».
«Perché», aggiunge Roselli, «non si dà nessuna alternativa alla cancellazione dell'ente. In questo modo l'assessorato all'agricoltura diventa un super assessorato che gestisce dai fondi europei ai fondi per la ricerca». Stesso discorso per l'Aptr: «Una struttura fondamentale per il rapporto con gli operatori turistici. Ora la Regione vuole cancellarla, ma con gli Iat cosa si fa? Che fine fanno? E il raporto con le province chi le mantiene? L'Aptr non è solo promozione turistica, mette in rete tutto un sistema, dagli operatori turistici ai privati, alle Province».
Critiche alla soppressione dell'Aptr arrivano anche dall'Idv. Secondo il capogruppo in Consiglio regionale Carlo Costantini, «la soppressione dell'Agenzia di promozione turistica non costituisce un taglio ai costi della politica ma uno spreco di risorse». Il capogruppo dell'Idv, Carlo Costantini, boccia la riforma degli enti strumentali per quel che riguarda la valorizzazione del turismo. «Con il suo marchio noto in tutto il mondo», spiega Costantini, «l'Aptr ha in sé un valore economico formidabile, che non può essere azzerato, se non altro perché supera di qualche decina di migliaia di euro i risparmi che ne deriverebbero dalla soppressione». Per Costantini, sarebbe molto più conveniente trasformare l'Aptr in società per azioni con l'apertura, anche maggioritaria, del proprio capitale ai privati. «Il personale», prosegue il leader dell'Idv, «avrebbe così la possibilita di scegliere se proseguire la propria esperienza professionale senza essere costretto a rientrare nei ranghi della Regione e lo stesso bilancio regionale ne beneficerebbe». L'Italia dei Valori ha predisposto un progetto di legge che offrirà alla discussione politica dei prossimi giorni, se necessario anche in forma di maxiemendamento alla legge di soppressione approvata dalla giunta regionale.

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