PESCARA - «Nella segreteria del dottor Angelini veniva Cesarone, anche dopo la sua elezione, e anche l'avvocato Boschetti. Il dottore li faceva accomodare nel suo studio e dava a noi le indicazioni di preparare le buste con 10 o 15 mila euro che lui consegnava. A volte le buste le poggiavamo sul suo tavolo mentre Angelini parlava con Cesarone o Boschetti. Quando tornavo dentro per mettere in ordine le buste non c'erano più». La testimonianza di Katia Pace, una delle segretarie dell'imprenditore Vincenzo Angelini, è deflagrante. Snocciola fatti e circostanze che vanno al di là di quella consegna pilotata fatta il 2 novembre del 2007 di 200 mila euro a Ottaviano Del Turco a Collelongo, della quale aveva parlato nell'udienza precedente l'autista di Angelini, Dario Sciarrelli. La Pace dice molto di più: «Una volta il dottor Angelini mi ordinò di preparare 750 mila euro che misi in una scatola di cartone, era l'estate del 2007». Tanto da costringere per la prima volta sia Del Turco sia l'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, a fare delle dichiarazioni spontanee. In particolare, l'intervento di Del Turco è legato alla deposizione del teste Pace che ieri ha confermato in toto quanto già aveva riferito l'autista su quella tangente da 200 mila euro immortalata da una serie di fotografie. E soprattutto perchè il teste dice che Del Turco aveva chiamato qualche volta in clinica, salvo poi precisare, dopo la protesta dell'ex governatore, di non aver preso lei quelle telefonate, ma le sue colleghe.
Rispondendo poi alle domande dell'avvocato Ciprietti, in relazione ad alcune telefonate dell'ex assessore Mazzocca e del suo segretario Bucciarelli, il teste dice: «Sì, chiedevano del dottor Angelini e a volte Bucciarelli mandava elenchi di persone da contattare per colloqui di lavoro». «E con chi si rapportavano i politici», chiede l'avvocato: «Con il dottor Angelini. Ricordo - dice Pace - di Cesarone, Boschetti, Bucciarelli, Mazzocca, Cosenza, anche Aracu, ma soltanto per telefono».
E poi arriva l'autogol della difesa di Conga che, per far dire alla teste che l'ex manager non era mai andato in clinica, scatena i ricordi della Pace: «Non l'ho mai visto, ma telefonava spesso. E ogni volta che accadeva, circa una volta al mese, il dottore diceva di preparare un pacchetto di 100 mila euro. Un giorno chiamò anche la cugina del dottore e ci disse che a casa sua c'era Russicon che aspettava. In quel periodo il dottore lo evitava e lui chiamava dicendo di essere Russicon, ma il numero che compariva sul display era il suo». Russicon era il nome che Conga stesso si era dato, come riferì Angelini nell'incidente probatorio, e la casa era quella di via Mazzini a Pescara. «Quando arrivavano quelle telefonate - precisa il teste - dicevamo a Sciarrelli di mettersi in posizione di sparo per partire subito».