«Chiedono a tutti molti sacrifici, ma gli sperperi?»
ROMA. Raffaele Bonanni sulle pensioni non molla. Il governo non chieda sacrifici se prima non taglia i costi della politica.
Bonanni, volete uno sciopero contro la manovra?
«A me interessano piuttosto le proteste, come stiamo facendo tutti i giorni. Non vedo perché devo rimetterci soldi a favore dei ricchi. Dico che bisognerebbe fare uno sciopero generale con tutti coloro che sono combattivi sui costi della politica, delle amministrazioni e delle loro disfunzioni. Il ceto politico non vuole sentire ragioni, c'è un silenzio assordante intorno a questi argomenti. E' un fatto di equità».
ntanto è salta la proposta di sopprimere le province...
«Appunto. In Francia le Province sono sempre le stesse, dal 1860 ad oggi. Da noi sono triplicate. Per fare cosa? Piccoli statarelli con relativi appannaggi. In Italia metà dei comuni hanno meno di mille abitanti, c'è un ceto politico che non vuole modificare nulla al proprio interno, vuole mantenere confini e sostanze, come i banchieri: non si toccano. E' irritante sentirsi poi chiedere sacrifici».
Che fare allora con queste pensioni? Il governo è disponibile...
«Vedremo. Toccare pensioni da 1.400 lordi significa prendersela con i soliti noti, prendersela con il welfare dei ceti popolari. Ma via, quelle sono le pensioni degli artefici del boom economico italiano! Non è qualunquistico mettere l'enfasi allora sui costi della politica: i partiti in dieci anni hanno ricevuto il 1100% in più, gli stipendi dei parlamentari superano del 40% quelli europei. Paghino loro prima».
Tremonti vuole tagliare anche sulle pensioni di reversibilità, sulle invalidità. Troppi abusi ha detto.
«E chi li ha fatti? Noi mai abbiamo dato coperture politiche o morali agli abusi. Chi detiene le leve per combatterli agisca, purché ci sia trasparenza. Le Regioni forse hanno largheggiato per ottenere consenso politico, ma noi non vogliamo che ora si colpisca chi è nel diritto».
Il premier insiste nel dire che con questa manovra non ha messo le mani in tasca agli italiani. Cosa risponde?
«Non le ha messe nelle tasche dei ricchi. Per il semplice motivo che in Italia i ricchi non esistono perché sono coperti dall'enorme evasione fiscale. Mediamente anche i redditi più alti da noi sono generati da rapporti di dipendenza, mai da lavoro autonomo. A loro di sicuro Berluscono non mette le mani in tasca».
Sacrifici, ma Berlusconi ha tentato il blitz per non pagare alla Cir quanto i giudici hanno deciso...
«Ci possono essere decine di modi per rendere poco credibile l'azione politica, questa è la gaffe più clamorosa che potesse fare. Quel tentativo di inserirla nella manovra si qualifica da solo».