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Pescara, 14/04/2026
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Data: 08/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Tremonti: Brunetta cretino. Fuori onda. Il retroscena in una ripresa della conferenza stampa sulla manovra (Guarda il video)

Commenti al vetriolo del ministro sul collega di governo

ROMA. Il siparietto va in scena nei locali del ministero dell'Economia. L'occasione è ufficiale. Il governo presenta la manovra economica appena varata seppur fra polemiche, gialli e retromarce. Al tavolo vari esponenti di governo, e tutto succede quando a prendere la parola è il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Lui sicuro inizia a snocciolare cifre su cifre, ma Tremonti si spazientisce subito e i microfoni di Repubblica tv "rubano" un fuori onda clamoroso.
Il ministro dell'Economia diventa rosso, alza gli occhi al cielo, poi si gira verso il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, che gli siede accanto, e sbotta: «Questo è il tipico intervento suicida». Tace solo per un attimo e poi rincara la dose: «E' proprio un cretino». Canzio non lo smentisce, anzi mostra di condividere l'opinione e sottolinea che in una manovra di 40 miliardi e 9 il pubblico impiego vale lo 0,6 e dunque, sostiene, «è inutile che ne parli». E Tremonti, ancora caustico: «Eh, ma deve parlare!».
Brunetta continua imperterrito a parlare, mentre nella conversazione alle sue spalle si inserisce il capo di gabinetto di Tremonti, Vincenzo Fortunato: «E' un massacro... questo è un massacro». Tremonti ci pensa un po' e poi: «Devo dirlo?». Fortunato fa cenno di no, che è meglio di no (sarebbe clamorosa una rissa in pubblico fra ministri dello stesso governo).
Ma Tremonti ora è davvero infastidito e incontenibile e sente la necessità di coinvolgere un altro ministro che siede poco più in là, Maurizio Sacconi: «E' scemo eh?», gli dice. E Sacconi: «Non lo seguo nemmeno». E Tremonti ribadisce il concetto: «Questo è proprio cretino!».
Passa qualche ora, il video, rilanciato da Repubblica.it, impazza su internet, e Tremonti è costretto a riparare. Alla fine del Cdm arriva così una nota ironica di Brunetta, poichè è difficile che il ministro non abbia visto il video: «E' venuto Giulio e mi ha abbracciato, chiedendomi scusa. Io, però, non ho ancora capito cosa sia successo. Ma si sa, non sono veloce di comprendonio». Poco dopo, a Montecitorio, Brunetta riceve una processione di deputati del Pdl che vanno a salutarlo ed a manifestargli solidarietà. Poi interviene in una nota e stigmatizza l'accaduto: «I fuori onda non li considero, li considero alla stregua di intercettazioni illegali» e se la prende con Repubblica: «Forse Tremonti si riferiva a qualche direttore di giornale». Ma c'è anche chi getta nuova benzina, come il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto: «Io condivido totalmente le parole di Tremonti. Ma le avrei rivolte nei suoi confronti e non verso il ministro Brunetta che stava solo cercando di difendere l'indifendibile».

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