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Pescara, 14/04/2026
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Data: 08/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lo show di Scilipoti: con Silvio amore vero

ROMA - Si piacciono. Si cercano. Si lodano. S'imbrodano. Silvio tocca la mano a Mimmo, e la accarezza mentre esalta la «bontà», la «lealtà», la «concretezza» e insieme il «bel sorriso» del suo «amico» che sta rendendo ancora più forte il governo del fare. Mimmo parla di Silvio e ricambia con gli interessi l'amore che gli manifesta il Cavaliere: «Quando ci ho parlato per la prima volta, appena dieci minuti, mi disse: fai quello che devi fare ma sempre, come faccio io, al servizio degli italiani. Ecco, quella parola, italiani, per me è stata magica. E ho capito che Berlusconi è una grande persona perbene. Tutti, anche quelli di sinistra, dovrebbero amarlo».
Siamo nel Mimmo Day («uno dei giorni più belli della mia vita») e «lo Scilipoti» o «questo Scilipoti», come Mimmo chiama se stesso, presenta insieme a Berlusconi il suo libro biografico curato da una giovane silenziosa che siede affianco ai due statisti nella sala del Mappamondo di Montecitorio. «Scilipoti, il re dei peones», s'intitola. Ma in questo caso, fa notare Silvio che ne ha scritto la prefazione, il termine peone va inteso in maniera letterale. Come peòn: ossia infaticabile lavoratore al servizio della democrazia». Che bello vedere due statisti che si vogliono bene. Quando un giornalista fa una domanda troppo aggressiva a Silvio, Mimmo corre in soccorso dell'amato: «Faccia prima parlare il presidente!!!». Berlusconi ringrazia Mimmo e continua ad esaltare le gesta del suo governo, reso migliore dalla presenza di Mimmo nella maggioranza e con lui sì che si lavora bene: «Mica come con Fini che ci bloccava tutte le riforme». Fini? Mimmo è molto di più. «Non mi voglio paragonare a Saragat», annuncia «lo Scilipoti» o «questo Scilipoti», ma «la nostra uscita dalla sinistra è qualcosa di simile alla scissione di Palazzo Barberini nel '47 ed è al servizio della governabilità». E della gloria di Silvio: «Con lui l'Italia diventerà il faro dell'Europa. Grazie a lui, i figli, in Francia o altrove, diranno ai padri: voglio andare a vivere in Italia perchè l'Italia è la terra della vera democrazia e della libertà!».
Mimmo e Silvio sembrano due gemelli diversi (e neanche tanto diversi). «Mimmo è oggetto della diffamazione e del linciaggio della sinistra, ma agli attacchi risponde con l'ironia, con l'autoironia e impegnandosi sempre di più per il bene dell'Italia». Proprio come Silvio. Entrambi sono vittime dell'«odio» e della «violenza» degli altri a cui rispondono con il sorriso dell'amore. Il quadretto è edificante, e svariati Responsabili - dall'ex dipietrista Razzi al neo-sottosegretario Cesario che viene dal Pd - se lo godono seduti in prima fila. Il Cavaliere così descrive l'opera letteraria del fidato scudiero: «E' un sasso gettato nello stagno dell'ipocrisia della politica italiana». Ma Mimmo, professione medico esperto nelle cure alternative, è un personaggio globale, un eroe dei due mondi. «In Sud America - narra - c'è una biblioteca che porta il mio nome, perchè ho tolto dalle strade e dato alle suore luigine del Brasile cento orfani vaganti nelle favelas». E chissà se Silvio, quando si sarà stancato dalla politica italiana, andrà laggiù dalle suorine a fare il missionario nel nome di Mimmo che qualcuno, ingiustamente, alla Camera ha appellato così: «Munnizza!».

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