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Pescara, 14/04/2026
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Data: 09/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Ricostruzione all'Aquila - Chiodi: «I soldi ci sono» Ecco nel dettaglio le somme disponibili e quelle che sono state già spese

Il commissario: la ricostruzione pesante può partire
Luigi Fabiani: non si sta dando il giusto peso ai problemi legati alla ripresa economica

L'AQUILA. Il salone della ricostruzione in corso a Bazzano con i suoi convegni sta offrendo alla struttura commissariale guidata da Gianni Chiodi la possibilità di snocciolare e rendere nota una innumerevole serie di dati sulla ricostruzione dell'Aquila. Dalle tante dichiarazioni emerge una visione a dir poco ottimistica di Chiodi e dei suoi collaboratori su quanto accade all'Aquila. Il capo della struttura di missione l'architetto Gaetano Fontana dice «che ormai ci sono tutti gli strumenti per dare il via alla ricostruzione pesante». Con gli ingegneri è stato trovato un accordo per monitorare la consegna alla filiera Fintecna, Cineas, Reluiss delle pratiche per le case E (quelle più danneggiate) fuori dal centro storico e in base a tale monitoraggio valutare se ipotizzare altre proroghe (oggi la scadenza è fissata al 31 agosto). Almeno questo sembra evincersi dal comunicato dell'Ordine degli ingegneri che come al solito non brilla per chiarezza. Chiodi, anche durante il question time con il Centro ha detto che i fondi per la ricostruzione fisica delle case ci sono (sul sito del commissario c'è sempre in bella mostra la somma che si potrebbe spendere subito e che ammonta a un miliardo e 300 milioni circa). Il presidente-commissario ha poi detto che gli indennizzi alle imprese del cratere arriveranno a 87 milioni di euro e che per sostenere la ripresa economica è stato previsto uno stanziamento di 170 milioni di euro. Sempre Chiodi si dice fiducioso sulla zona franca - oggi all'attenzione dell'Unione europea - che porterà 90 milioni per nuove imprese. Anche l'università avrà soldi per le sedi da ristrutturare. Insomma un quadro roseo che fa a pugni con quello che affermano ogni giorno sindaco e membri della giunta comunale. Il commissario Chiodi ieri ha affermato in riferimento ai progetti da presentare per le case E: «Sono molto soddisfatto per la situazione relativa agli edifici E e d'ora in avanti si procederà con sempre maggiore speditezza: si sta cercando di ridurre anche i tempi di esame dei progetti». Chiodi ha fornito anche dei dati: Fintecna questa settimana ha acquisito 519 nuove richieste di contributo, Reluis e Cineas hanno rilasciato rispettivamente 124 pareri favorevoli e 85 nuovi pareri positivi. «Ora ci sono tutti gli strumenti per intervenire al meglio» ha commentato Chiodi «spero che i Comuni accelerino e comprendano l'importanza dei piani di ricostruzione, come volàno di sviluppo e attrattiva del territorio. Aspettiamo i piani di ricostruzione, infatti, per partire e risolvere non solo un problema di tipo urbanistico per i centri storici ma anche per favorire la ripresa socio-economica del territorio».
DATI NEL DETTAGLIO. Ecco il quadro delle spese del commissario delegato per la ricostruzione a giugno 2011 (dati ufficiali): «Il Governo ha stanziato circa 14 miliardi per la ricostruzione in Abruzzo. Sono stati spesi fino a ora circa 1 miliardo e 600 milioni di euro, sulle somme accreditate alla contabilità speciale della Stm e della Sge e alla Cassa depositi e prestiti. Questo il dettaglio delle maggiori voci di spesa: il Commissario delegato per la ricostruzione ha trasferito 53 milioni di euro per il ristoro dei danni alle attività produttive, 97 milioni per il pagamento degli alberghi che hanno ospitato gli sfollati, 286 milioni di euro (di cui 234 per il solo Comune dell'Aquila) per le spese emergenziali dei Comuni colpiti. Per la ricostruzione degli edifici privati, il Commissario ha trasferito 115 milioni di euro richiesti dai Comuni (circa 69 per L'Aquila). Per il ripristino degli immobili pubblici sono stati trasferiti 32 milioni al Provveditorato interregionale alle opere pubbliche e 5 milioni all'Ater. A questi si aggiungono 644 milioni spesi sulla iniziale disponibilità di 2 miliardi della Cassa depositi e prestiti».

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