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Pescara, 14/04/2026
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Data: 09/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Ricostruzione all'Aquila - Alemanno: da Roma sostegno all'Aquila. Il sindaco della capitale: la montagna e le Olimpiadi per rilanciare la città terremotata

L'AQUILA. Oggi alle 17,30 il sindaco di Roma Gianni Alemanno chiuderà il Salone della ricostruzione, in corso a Bazzano, partecipando all'iniziativa "L'Aquila rinasce dalle sue montagne" ideata da Salvatore Santangelo. Sarà una occasione per fare il punto su temi politici, culturali ed economici. Alemanno in questa intervista al Centro anticipa alcuni temi di cui parlerà oggi.
Qual è la ricetta di Gianni Alemanno per la ricostruzione dell'Aquila?
«La ricostruzione è uno sforzo immane. Le cifre di cui si parla - tra l'altro in una fase di crisi economica - fanno tremare i polsi. Senza poi considerare le difficoltà di natura tecnica e burocratica. Ma è una sfida su cui si misura l'intero sistema-Paese. Per questo, lanciando la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 abbiamo voluto coinvolgere anche L'Aquila. Quando, tra meno di dieci anni, l'attenzione del mondo si focalizzerà sull'Italia, vogliamo mostrare il miracolo di una città d'arte restituita ai suoi cittadini. Ma la rinascita, come ribadisce la riflessione di domani (oggi ndr), passa anche dalle montagne. Con Agostino Da Polenza e Salvatore Santangelo stiamo sostenendo l'idea della realizzazione di un impianto di sci indoor dove praticare tutto l'anno gli sport anche invernali. Inoltre sono già partiti progetti sperimentali, come quello promosso nel II municipio dall'assessore Gloria Pasquali, per incrementare il flusso turistico da Roma. Chiaramente per ripartire davvero non si può prescindere dall'istituzione della zona franca».
Nel convegno di oggi si parlerà anche di sviluppo sostenibile e integrazione tra le regioni di mezzo.
«C'è sempre più bisogno di un lavoro sinergico tra le regioni baricentriche del nostro Paese, in particolare il Lazio e l'Abruzzo. Non esiste solo una "questione" settentrionale e meridionale. Anche le regioni dell'Italia di mezzo sono all'affannosa ricerca di un ruolo e di una più efficace strategia di sviluppo. Sia Chiodi che la Polverini stanno operando bene, ma ritengo che il tema dell'integrazione e di una più stretta collaborazione tra le due regioni possa rendere ancora più incisiva e strategica la loro azione. Da parte mia c'è la piena disponibilità a muovermi in questa direzione. Mi sento inoltre di aggiungere che, in vista della piena attuazione del federalismo fiscale, guardando al diverso status giuridico di alcuni territori, bisogna superare il concetto di Regioni a statuto speciale, anche perché in gran parte esse hanno assolto alla funzione per la quale erano state istituite. Occorrono più equilibrio ed equità nella distribuzione delle risorse».
Il prossimo anno L'Aquila affronterà - con il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale - un importante snodo politico e amministrativo. Come si prepara il Pdl?
«So che il coordinatore provinciale Gianfranco Giuliante, di concerto con la segreteria regionale, sta vagliando una serie di candidature di alto profilo. La scelta sarà particolarmente difficile, perché per gli aquilani il sindaco non dovrà essere solo l'artefice del buon governo, ma anche il garante della ricostruzione a cui il futuro delle loro vite è strutturalmente legato. C'è poi sul tavolo il tema della partecipazione nella selezione della classe dirigente. Questo è un nodo che, come ho ribadito nell'ultima assemblea nazionale, si può sciogliere con l'introduzione delle primarie. Mi sembra che su questo tema ci sia una sostanziale convergenza sia del presidente Berlusconi che del neo-segretario Alfano. Bisognerà poi decidere se lavorare nel senso di primarie di partito o di coalizione. E non è una differenza da poco».

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