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Data: 09/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Premio di risultato, torna la protesta. Balletto di cifre sulle adesioni: per Fiat 14%, Fiom parla del 60%

E tra le sigle sindacali si apre un nuovo fronte polemico con Fismic

ATESSA. La Fiom-Cgil incalza la Fiat sul saldo del premio di risultato alla Sevel. Ieri, per la seconda settimana, il sindacato ha indetto due ore di sciopero nello stabilimento di Atessa di proprietà del gruppo torinese e di quello francese Psa (Peugeot e Citroen), dove si producono i furgoni, per reclamare il pagamento del conguaglio del premio di produttività relativo al 2010.
L'organizzazione delle tute blu della Cgil ha stimato in oltre il 60 per cento la partecipazione all'astensione dal lavoro nel turno del mattino. Dalle 9 alle 11, i lavoratori si sono fermati e hanno tenuto un'assemblea davanti ai cancelli della fabbrica, nel corso della quale hanno hanno chiesto alla Fiat di corrispondere quanto dovuto.
Marco Di Rocco, segretario della Fiom provinciale di Chieti definisce «vergognoso» quanto sta accadendo alla Sevel. «Sergio Marchionne», attacca Di Rocco, «ha diviso 300 milioni di euro tra gli azionisti, la Sevel ha premiato dirigenti e quadri superiori dando loro un premio che va da un minimo di tremila a un massimo di settemila euro, mentre i lavoratori di Atessa, anche quest'anno, prenderanno zero euro. Comportamento ancora più anomalo», prosegue il sindacalista, «perché le fabbriche dell'indotto pagheranno circa mille euro a dipendente e perché il 2010 è stato contrassegnato da un'importante crescita produttiva per la Sevel, senza un'ora di cassa integrazione e con tanti sabati e domeniche di straordinario, ritmi e carichi di lavoro aumentati vertiginosamente». La Fiom reclama il pagamento del dovuto per i seimila lavoratori della fabbrica più grande d'Abruzzo e annuncia altri scioperi se la Fiat non riconoscerà le spettanze. Sulla vicenda, però, la Fismic apre un fronte polemico con la Fiom. «Il premio non è affatto a zero» dice il segretario provinciale di Chieti, Roberto Salvatore. «Nel 2010 la Fiat lo ha disdettato, ma il 14 luglio di quell'anno è intervenuto un accordo firmato da Fim, Fiom, Uilm e Fismic che riconosceva una mensilizzazione del premio pari a 103 euro per il periodo 2010-2011 senza prevedere un conguaglio».
Nulla per cui protestare, dunque, secondo il sindacato autonomo. «Tornare a fare scioperi balneari su una questione già definita con un accordo ci sembra strumentale e una presa in giro per i lavoratori» spiega Salvatore.
La Fiat non intende invece entrare nel merito del del premio di risultato sollevato dalla Fiom-Cgil con lo sciopero alla Sevel. Tuttavia dice la sua circa i dati della partecipazione allo sciopero. Per l'azienda, l'adesione si è fermata al 14%, percentuale di gran lunga inferiore a quella dichiarata dalla Fiom per il primo turno di lavoro. La Fiat, dunque, ridimensiona il successo vantato dai metalmeccanici della Cgil.

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