ROMA - Non solo gli stipendi di parlamentare e consigliere del Tesoro, perché Marco Milanese poteva contare anche su altri emolumenti. Dall'esame dei sei conti del deputato pdl saltano fuori anche le consulenze pagate a peso d'oro: 245mila e 752euro di versamenti da parte delle Ferrovie dello Stato (di cui poi Milanese restituirà 56mila euro), ai quali si aggiungono i 164mila di bonifici da Alitalia. Ma a pagare Milanese c'era anche la Rai, con oltre 150 mila euro.
Ad esplorarne le movimentazioni bancarie dal 2006 al 2010 è il consulente della procura di Napoli, Luigi Mancini: «Dall'esame degli estratti conto - conclude - è emerso che Milanese, oltre ad avere vari corrispondenti esteri, è sicuramente titolare di un conto bancario presso il Crédit agricole, agenzia di Draguignan». Su quello non sono stati eseguiti accertamenti, ma i bonifici disposti dal parlamentare verso l'estero superano comunque i 400 mila euro, mentre quelli in entrata raggiungono quasi il milione. Ci sono anche i depositi di titoli: il più consistente, presso il Credito artigiano, si è chiuso con un saldo di 515mila euro. E poi ci sono le cassette di sicurezza, che per Mancini «sarebbe importante ispezionare». Scrive il gip nella richiesta di arresto inviata alla Camera: «La personalità del Milanese appare quella di chi, amante del lusso e della bella vita, sembra muoversi in dispregio proprio di quelle leggi che egli, più di ogni altro, avrebbe dovuto far rispettare». Il tenore di vita altissimo è messo in evidenza da spese fisse calcolate dal pm: 13 mila euro mensili versati alla ex moglie, Anna Maria Taddeo (tremila per «i costi ordinari della figlia» e diecimila di assegno di mantenimento) ai quali vanno aggiunte le spese straordinarie. Poi ottomila e seicento euro di affitto per l'appartamento di via di campo Marzio. E ancora, Mancini fa un elenco delle entrate: Carlo Barbieri, il sindaco di Voghera finito ai domiciliari per le nomine comprate nelle società pubbliche, versa a Milanese 125mila euro; la sua compagna Emanuela Bravi gliene gira 96mila. Ma c'è anche Giovanni Alpeggiani, politico pavese e sponsor di Barbieri, a versare 57mila euro al parlamentare. Tra le entrate anche 237mila euro di assegni circolari dalla Cashgold spa, società che acquista oro, e i versamenti di Guido Marchese, anche lui ai domiciliari per gli incarichi pagati a Milanese: un assegno circolare di quasi 46 mila euro e un bonifico di 50 mila. Nel conto rientrano anche i soldi per le automobili comprate al deputato dal suo grande accusatore, Paolo Viscione, 218mila euro, che per Mancini, riguardano la Porsche ceduta dal parlamentare nel 2008, la Bmw X6 e la Ferrari Scaglietti. E salta fuori anche la vendita della barca, un gioiello di cui Milanese voleva disfarsi trovando un acquirente in cerca di incarichi pubblici: la Eurotec gli fa un bonifico da 100.557 euro e versa assegni per 433.391 euro. Non mancano le entrate in contanti. Il perito ne segnala tre da 7.500 euro, oltre a un assegno della stessa cifra versato da Emanuela Bravi. Vengono registrate entrate per 202mila euro dal Cessii Latina, l'ente che si occupa dei fondi di previdenza del ministero, poi altri 50mila euro dalla ditta fratelli Marotta srl; quasi 8mila dalla Ansaldo energia spa, 16mila anche dall'Unire, ente pubblico che si occupa dell'incremento delle razze equine. Conclude Mancini: «Un ulteriore approfondimento meriterebbe il rapporto di debito intercorso con l'American Express. Nei 57 mesi esaminati la somma complessiva è ammontata a una media mensile di 8mila circa con una punta di spesa di 23mila in un solo mese». Il pm ha disposto verifiche anche sui conti di Emanuela Bravi. La compagna di Milanese incassa 173.964 dal Poligrafico dello Stato e 170.977 dalla Cessii di Latina.