Nessuno tocchi l'asse attrezzato. È questo, in sintesi, il senso del forum promosso dalla Cna che ieri ha chiamato alla mobilitazione generale ben tredici sigle imprenditoriali, sindacali e dei consumatori - Adoc, Cgil, Cia, Cisl, Coldiretti, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Federconsumatori, Ugl, Uil - che hanno sottoscritto un ordine del giorno per chiedere al governo nazionale di esentare l'arteria di collegamento Pescara-Chieti dal pagamento del pedaggio. Un documento sposato dai presidenti delle Province di Pescara, Guerino Testa, e di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, gli unici esponenti del centrodestra presenti ieri all'incontro, che hanno confermato la volontà di andare avanti con ogni azione possibile contro l'introduzione del balzello. Proprio l'assenza di parlamentari e consiglieri regionali di centrodestra è stata stigmatizzata a più voci e non è così da ieri, del resto.
Diversi gli interventi dei presenti al forum contro la manovra del governo. Particolarmente infuocato quello del presidente della Confcommercio, Ezio Ardizzi, che ha annunciato di bruciare le schede elettorali se sarà introdotto il pedaggio anche «perché non mi sento in alcun modo rappresentato dai parlamentari abruzzesi. Anzi - rilancia Ardizzi - inviterò anche i cittadini a fare lo stesso». Il sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli, ha ribadito il fatto che se il pedaggio dell'asse attrezzato entrerà in vigore, sarà costretto a tassare anche la 602 «perché questa strada non può rappresentare una sorta di viabilità alternativa».
Il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, non ha mai smesso di lottare contro l'introduzione della tassa, anche andando oltre le logiche di partito e di coalizione, ed ha sottolineato che «se il governo deve fare cassa, non restano che esigui margini di manovra. Tuttavia - ha aggiunto - la nostra battaglia non si ferma. Ci riserviamo infatti, tutte le azioni possibili in sede giurisdizionale amministrativa di concerto con la Provincia di Chieti che ci ha sempre affiancati nelle varie vertenze finora affrontate». Proprio il presidente chietino Di Giuseppantonio ha insistito una volta di più su un aspetto: «L'asse attrezzato appartiene al consorzio Asi e l'Anas lo ha solo in gestione provvisoria, dunque non ha alcun titolo né per imporre né per riscuotere il pedaggio».
La mobilitazione bipartisan anti-balzello s'è arricchita con voci autorevoli del centrosinistra. Il senatore del Pd, Giovanni Legnini, ha parlato di alcune ipotesi che possono essere studiate per evitare il pedaggiamento dell'asse attrezzato, tra cui un intervento normativo che emendi il provvedimento contenuto nella manovra finanziaria in discussione questa settimana. L'ordine del giorno è stato poi inviato ai parlamentari abruzzesi e al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Lapidario il commento del consigliere regionale IdV Carlo Costantini: «Siamo ormai in pieno federalismo spinto e soprattutto in un tempo di vacche magre non possiamo certo consentire che qualcuno da Roma o, peggio ancora, dalla Padania, provi a fare il furbo sulla pelle degli abruzzesi». Chiaro il riferimento alle parole del leghista Castelli, sostenitore del pedaggio sull'asse e su altre arterie stradali gestite dall'Anas. Proprio per i debiti che il consorzio Asi ha accumulato per realizzare l'asse, ricorda Costantini, «costringe oggi il Consiglio regionale a separare i destini del consorzio Pescara-Chieti da quelli degli altri consorzi e dopodomani costringerà gli abruzzesi a tirar fuori dalle tasche le somme necessarie per ripianarlo».