Questa volta non volano le sedie, né i vaffa, ma in consiglio comunale l'aria resta tesa dopo la decisione della giunta Albore Mascia di aprire la strada parco alla sosta delle auto. Anche ieri le opposizioni hanno attuato l'ostruzionismo ad oltranza, affrontando in aula una estenuante discussione sulla mozione di Del Vecchio (Pd) sull'articolazione delle commissioni. Un pretesto per restare sulle barricate e convincere il sindaco Albore Mascia e la sua giunta a ritirare quello che viene definito «un oltraggio» al tracciato ecologico. Per opposizione e terzo polo, da Maurizio Acerbo (Rifondazione) a Fausto Di Nisio (Verdi), a Nico Lerri (Fli), «non può essere la strada parco a risolvere tutti i problemi della città». Argomenti importanti all'ordine del giorno restano al palo, dalle variazioni di bilancio agli indirizzi del Pp2 ed ex Cofa. Il sindaco rinnova il suo appello alle opposizioni: «Non potete impedirci di costruire per questa città con un atteggiamento nichilista, quando eravamo noi in minoranza nessuno ha imbracciato il fucile per paralizzare l'attività dell'amministrazione». Ma il capogruppo Pd, Moreno Di Pietrantonio, respinge il giudizio su un'opposizione disfattista e ideologica. «La nostra azione in aula, anche attraverso l'ostruzionismo, ha consentito di raggiungere importanti risultati come il ritiro degli aumenti delle tariffe per asili nido e mense scolastiche». La proposta del Pd per la strada parco resta quella della sperimentazione di bus navetta ogni 5 minuti dall'area di risulta.
Ma Albore Mascia deve fronteggiare anche nuove fibrillazioni nel suo partito, dopo una tregua durata solo quattro giorni. Lorenzo Sospiri non ha gradito un virgolettato sulle aree di risulta nel quale il sindaco avanzava l'ipotesi di «spazi commerciali». Mascia ha chiarito che «è stato un equivoco», Sospiri ha messo le mani avanti: «Il gruppo del Pdl non voterà mai in consiglio una variante al Prg che preveda la costruzione di locali per centri commerciali o abitazioni».