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Pescara, 16/06/2026
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Data: 12/07/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
La pensione della zia nei redditi di D'Alfonso. Processo Housework. L'avvocato: «Fratello con invalidità e famiglia della moglie possidente»

La difesa nel controesame fa leva sulle entrate derivanti dalla delega a incassare reversibilità e accompagnamento

È stato il giorno della difesa, ieri, al processo "Housework" intentato su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara, che vede fra i principali imputati l'ex sindaco Luciano D'Alfonso. Sul banco dei testimoni ancora Camillo De Stefanis, il consulente della procura che nella scorsa udienza aveva ricostruito la situazione finanziaria e patrimoniale dell'ex primo cittadino, evidenziando che, per alcuni mesi, tra il 2003 ed il 2007, da conti di D'Alfonso non vi sarebbero state uscite di danaro. Per l'accusa questo vuoto potrebbe celare entrate economiche non riconducibili alla normale attività. Nel controesame la difesa ha cercato di scardinare il teorema accusatorio e dimostrare così che, nelle perizie, il consulente si sarebbe limitato a controllare la contabilità (estratti conto e dichiarazioni dei redditi), senza effettuare altre verifiche o riscontri, fornendo pertanto un'analisi "parziale" dei fatti e quindi distorta. L'avvocato Giuliano Milia, difensore di D'Alfonso, in particolare, attraverso le sue domande e osservazioni, ha voluto far presente che non stati presi in esame tutti i redditi dell'ex sindaco. Insomma, tutte le possibili fonti d'entrata, a cominciare dal fatto che l'ex primo cittadino ha una zia materna con una pensione di reversibilità e relativo accompagnamento, la cui delega di riscossione fa capo a lui stesso; che ha anche un fratello con pensione di invalidità e ancora che la famiglia della moglie è «possidente». Secondo la difesa di D'Alfonso, non sarebbe stato neppure verificato se l'ex sindaco avesse o meno dei buoni postali in deposito. Rispondendo alle osservazioni dell'avvocato Milia, il consulente ha fatto presente di non aver accertato altri gli elementi se non quelli indicati dal pm e dalla polizia giudiziaria. E su questi c'era stata la relazione su conto corrente, bancomat e carta di credito dove le operazioni in uscita era pochissime o addirittura nulle. In mattinata, è stato ascoltato come teste anche l'ex vigile urbano, Nicola Baiocchi, all'epoca dei fatti responsabile del parco macchine del Comune. Nella sua testimonianza, Baiocchi si è più volte contraddetto, in particolare sull'utilizzo di una Alfa 166 in uso a Fabrizio Paolini, autista factotum di D'Alfonso ma il cui stipendio veniva pagato dalla ditta Toto. Dopo avergli contestato le dichiarazioni rese alla squadra mobile nel 2008, il pm Gennaro Varone ha chiesto l'invio alla procura degli atti relativi alla sua deposizione in aula. La prossima udienza si terrà dopo l'estate e per la precisione il 19 settembre. Le successive sono in programma il 26 settembre, il 3, il 10 ed il 17 ottobre, il 7, il 14, il 21 ed il 28 novembre, il 5, il 12 ed il 19 dicembre.

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