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Pescara, 16/06/2026
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Data: 12/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
D'Alfonso: la mia famiglia mi dava i soldi. La difesa contesta il pm: mancano dai conti gli aiuti ricevuti dalla zia

TANGENTI AL COMUNE L'avvocato Milia: «La moglie dell'ex sindaco è una possidente»

PESCARA. «Ha tenuto conto della pensione di reversibilità della zia di D'Alfonso? Sa che la moglie di D'Alfonso viene da una famiglia di possidenti?». E' il giorno della difesa, nell'aula 1 del tribunale, e l'avvocato Milia che assiste l'ex sindaco inizia a puntellare il perito della procura.
Luciano D'Alfonso è in aula, non sta fermo, e si trascina con la sedia da un banco all'altro. Inizia l'ultima udienza prima delle vacanze del processo sulle presunte tangenti in Comune e, al banco dei testimoni, siede ancora Camillo De Stefanis: il perito chiamato dall'accusa a vivisezionare i conti correnti dell'ex sindaco e dei suoi familiari. Nell'udienza precedente De Stefanis era stato interrogato dal pm Gennaro Varone evidenziando i «conti fermi per mesi» dell'ex sindaco accusato di corruzione, concussione, peculato. «Quell'analisi è parziale», ha detto l'avvocato Giuliano Milia iniziando a interrogare il perito e spaziando, nelle domande, dal reddito del fratello dell'ex sindaco a quello della moglie fino alla sorella e alla zia materna.
«La sua sua consulenza si è soffermata anche sui conti dei familiari di D'Alfonso?», ha domandato Milia. «Sì», ha risposto il perito. «Ha verificato i rapporti economici tra l'ex sindaco e suoi familiari?», ha proseguito. «Sì, ad esempio, c'è stata una donazione a D'Alfonso da parte del padre». «Bene, allora sa che la zia di D'Alfonso detiene una pensione di reversibilità e una di accompagnamento con delega di riscossione all'ex sindaco?». «No», ha risposto De Stefanis: la stessa negazione arrivata quando il perito ha detto di non sapere che la moglie di D'Alfonso appartenesse a «una famiglia di possidenti» e di non aver verificato i buoni postali dell'ex sindaco.
Si è chiuso il cerchio, con l'udienza di ieri, sui conti sospetti di D'Alfonso su cui si muovono le due opposte versioni di accusa e difesa. Per il pm, che detiene l'inchiesta in cui sono imputati anche Guido Dezio, Alfonso e Carlo Toto, quelle uscite patrimoniali ridotte al minimo raccontano che D'Alfonso avrebbe avuto una disponibilità in contanti per far fronte alle esigenze di una famiglia di 5 persone. Per la difesa, invece, le spese quotidiane dell'ex sindaco sarebbero state affrontate attraverso altri canali, attingendo al sostegno della zia, del fratello e della moglie. Prima del perito, è stato ascoltato anche Nicola Baiocchi, un ex vigile urbano che all'epoca si occupava della gestione del parco mezzi del Comune. Durante la testimonianza, sono state riscontrate contraddizioni rispetto l'interrogatorio del vigile del 2008 così Varone ha chiesto di trasmettere il verbale della deposizione alla procura. Adesso, il processo che va sotto il nome di Housework sulle presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune riprenderà dopo l'estate, il 19 settembre alle 9.30.

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