ROMA Fare presto. Senza se e senza ma. Più che una parola d'ordine e un vero e proprio appello quello lanciato da Confindustria e sindacati ascoltati ieri in Commissione Bilancio di Camera e Senato sulla manovra. Questa volta non ci sono davvero i tempi per discutere più di tanto. Poi, ovviamente, i giudizi complessivi sono diversi: articolati e comunque tendenti all'insufficienza quelli degli industriali, di Cisl, Uil, Ugl; pesantemente negativo quello della Cgil che ha presentato in Commissione il testo votato quasi all'unanimità dal Direttivo di corso d'Italia. Emma Marcegaglia, in realtà, ha parlato a margine della manifestazione dei 100 anni del Viminale e, nel pomeriggio, all'assemblea degli imprenditori a Modena. «Siamo chiaramente in un momento difficilissimo - ha sottolineato il presidente di Confindustria - ed è bene che tutti se ne rendano conto perché in alcuni momenti credo che non ci sia questa consapevolezza. Serve un'assoluta coesione sociale e sarebbe folle che, all'interno della maggioranza e dell'opposizione, ci si scontrasse per motivi personali non avendo invece a cuore le sorti del Paese». La manovra, ha insistito Marcegaglia va approvata subito e senza cambiare i saldi perché «dobbiamo risvegliarci dall'idea che l'Italia sia immune da turbolenze finanziarie». Ed ha avvertito: «Trecento punti base di differenza tra il nostro Btp e il bund tedesco è una cosa che non possiamo reggere». In Commissione è intervenuto il direttore generale di viale dell'Astronomia, Giampaolo Galli: identici concetti con la stessa raccomandazione a fare presto magari anticipando alcune misure contenute nella delega sulla riforma fiscale.
D'accordo il leader della Cisl: «Bisogna essere rapidi perché bisogna dare subito una risposta ai mercati per non correre rischi». Ciò non toglie, secondo Raffaele Bonanni, che sia necessario «smussare» alcuni interventi sulla politica sociale e modificare le norme sulle pensioni. «In questo momento bisogna difendere il Paese e deve prevalere il senso di responsabilità», ha affermato Antonio Foccillo della Uil. Giudizio «complessivamente insoddisfacente» quello di Giovanni Centrella, numero uno dell'Ugl. Una bocciatura secca da parte della Cgil, formalizzata in Commissione da Danilo Barbi: «Manovra sbagliata, ingiusta e inefficace sia per la crescita che per lo sviluppo». Secondo la confederazione di corso d'Italia «il governo sta consegnando il Paese alla speculazione finanziaria. «La manovra - ha sottolineato Barbi - si presenta come l'ennesimo provvedimento che non sostiene la crescita e l'occupazione. Anzi, appare addirittura contro la crescita». Ed ha annunciato il via alla mobilitazione che scatterà il 15 luglio. Ha rinnovato a Cisl e Uil la proposta di un'azione unitaria contro il governo. Oggi intanto Bonanni ed Angeletti saranno dinanzi al Senato per portare avanti la «loro» battaglia per modificare la manovra.