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Pescara, 18/06/2026
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Data: 12/07/2011
Testata giornalistica: La Nazione
Liberalizzazioni - Ataf, ecco i conti dei sindacati La Fit Cisl: «Nessun miracolo Bonaccorsi, bilancio buono anche nel 2000 e nel 2001»

VENDERE la gestione del servizio Ataf ai privati è, secondo il presidente Filippo Bonaccorsi e lo stesso sindaco Matteo Renzi, una scelta obbligata. 'Colpa' della decisione della Regione di fare una gara unica per l'intero trasporto pubblico sul territorio toscano. Una gara che Ataf, da sola, non ha alcuna possibilità di vincere. La soluzione individuata è stata allora quella di dar vita al raggruppamento di tutte le imprese toscane per avere maggiori possibilità di riuscire a presentare l'offerta vincente. E la divisione in due della società: l'Ataf Gestioni (che manterrà il patrimonio immobiliare, cioè i depositi e tutta la rete delle pensiline e delle fermate) e l'Ataf Reti (che si occuperà solo del servizio e dei bus). Costo stimato di Ataf Reti: circa 10 milioni di euro. Con il mantenimento di tutti i debiti (pari - secondo i dati della Fit Cisl - a circa 17 milioni di euro) ad Ataf Gestioni che resterebbe di proprietà interamente pubblica. Un debito che i comuni soci di Ataf contano di estinguere grazie all'incasso di circa 3 milioni di euro di affitto l'anno per i depositi e la rete delle fermate. Un progetto che non convince del tutto i sindaci dei comuni limitrofi, primo fra tutti Gianni Gianassi che in quel di Sesto Fiorentino ha già convocato per domani, lunedì, al mattino un incontro con tutti i sindacati e nel pomeriggio un tavolo di confronto con gli altri sindaci soci (Firenze compresa). Contrari alla privatizzazione? No, ma desiderosi di vederci più chiaro. Magari con qualche certezza in più sul fronte regionale che, invece, finora, si è defilato o, peggio, ha tagliato le risorse per l'azienda di trasporto pubblico fiorentina. E poi ci sono i sindacati che di dubbi e preoccupazioni su questo fronte ne hanno parecchi. Lunedì 18 luglio, giorno in cui il consiglio comunale, discuterà della privatizzazione di Ataf, è già stato proclamato uno sciopero. Intanto, protestando perchè non riescono ad avere regolare copia del bilancio della loro azienda, i sindacati fanno un po' di conti. «Intanto - spiegano il segretario regionale della Fit Cisl, Fabiano Casini e il componente del direttivo territoriale Renzo Sartini - sarebbe bene ricordare che nel 2000 il bilancio Ataf è stato chiuso in pareggio e che nel 2001 aveva un attivo di 170mila euro. Non è vero quindi che il bilancio è tornato in pareggio dopo 52 anni». Altra partita scottante da affrontare nella vicenda privatizzazione è quella dei tagli al personale. Il presidente Bonaccorsi ha più volte assicurato che non ci saranno e che, nel caso, potrebbero riguardare solo il personale amministrativo e non gli autisti. «La verità - insistono Casini e Sartini - è che la stima sugli esuberi per il personale amministrativo a livello regionale è del 40 per cento nel caso di azienda unica». Poi però i sindacalisti della Fit Cisl si pongono qualche altra domanda. «La gestione Bonaccorsi ha assunto almeno cinque amministrativi e poi vorremmo ricordare che il presidente Bonaccorsi incassa uno stipendio di 174mila euro (110 come direttore, 64 come presidente e 50 come premio variabile) ci sono poi altri 3 superdirigenti: il direttore del personale incassa 150mila euro e 30mila euro di premio variabile; il dirigente che finora si occupava del bilancio incassa un fisso di 130 mila euro, oltre a 30mila euro di premio variabile e 40mila come componente del cda della Tramspa. C'è anche un dirigente tramvia con compiti non ben specificati che ha incassato uno stipendio di 140 mila euro, pare gli sia stato tolto il premio di 30mila, e infine il direttore commerciale vale 120mila euro l'anno oltre al solito premio variabile di 30mila. E sarebbero questi i costi contenuti e la gestione risparmiosa di Bonaccorsi?».

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