L'istanza originaria era di oltre 7 milioni Si ipotizza l'avvio di un'azione risarcitoria contro la Asl e la Soprintendenza
L'Aquila. Dovrebbe approdare oggi in Giunta l'informativa relativa alle riserve sollevate dalla Cgrt in relazione ai lavori della metropolitana di superficie. Sulla questione, come si ricorderà, era stata costituita una commissione composta da tre "arbitri", ossia l'avvocato Domenico De Nardis per conto del Comune, l'ingegnere Rodolfo Giacco indicato dalla Cgrt e il terzo componente, l'ing Giuseppe Liberotti, designato come rappresentante esterno. L'obiettivo di tale commissione è stato quello di formulare un accordo bonario circa le riserve avanzate dalla società che sta realizzando il metrò. In base alla legge Merloni, quanto proposto dalla commissione di arbitri e vincolante per i contraenti. Ebbene, da riserve complessive proposte dalla Cgrt per oltre 7 milioni di euro, la commissione a conclusione dei lavori stabilisce l'abbattimento di quasi la metà delle richieste, riconoscendo alla Cgrt riserve per 3 milioni e 700 mila euro. Ma c'è dell'altro. Sempre nella relazione i tre tecnici segnalano la necessità di provvedere a proporre debite domande contro il Ministero per i Beni culturali e la Asl dell'Aquila, in un processo di recupero delle somme che saranno riconosciute alla concessionaria anche a causa di illegittimi comportamenti. Insomma i tre arbitri rilevano una anomala ingerenza nello svolgimento delle opere cagionata da interventi diretti di amministrazioni differenti da quella appaltante, quindi, come si diceva, da parte della Soprintendenza e della Asl dell'Aquila. Tale ingerenza, secondo i tecnici, si sarebbe manifestata attraverso interruzioni e rallentamenti dei lavori che sono alla base delle richieste risarcitorie della Concessionaria. Con una eventuale azione di risarcimento danni nei confronti dei due enti, il Comune sarebbe in grado di reperire le somme da «girare» al pagamento delle riserve. E' chiaro che l'azione legale rappresenta una ipotesi che l'Amministrazione comunale dovrà vagliare. Le riserve rappresenteranno per il Comune un debito fuori bilancio che il Consiglio dovrà decidere se riconoscere o no. Un primo passaggio sarà quello del riconoscimento in Giunta, che potrà deliberare anche sulla eventuale azione di risarcimento danni. E' chiaro però che il Comune potrà rivalersi solo in un secondo momento. In prima battuta l'Amministrazione dovrà reperire tra le pieghe di bilancio la somma di oltre tre milioni di euro che con tutta probabilità verrà rateizzata negli anni a venire. Della spinosa questione delle riserve sul metrò si occuperà anche la Commissione di Garanzia e Controllo e convocata per giovedì alle ore 11.30.