Confindustria teme nuove tasse: «Peggio del 1992, oggi non si può svalutare».
Iniziate al Senato le audizioni delle parti sociali La Uil: «Maggioranza in cassa integrazione Siamo preoccupati»
ROMA. Dal 2014 ammalarsi potrebbe costare caro. Non saranno solo le visite specialistiche del Servizio sanitario nazionale a costare di più, ma pagheremo nuove tasse anche sui ricoveri ospedalieri tradizionali e in day hospital. Non solo: i nuovi ticket potrebbero portare ad un ulteriore inasprimento di quelli già in vigore, dalle ricette per i farmaci all'assistenza specialistica ambulatoriale senza escludere le cure termali.
L'introduzione di nuovi ticket sanitari dal 2014 è inserita nella manovra economica sul cui impianto crescono le critiche anche perché le misure anti-crisi non sono sufficienti per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. Ne sono convinti i tecnici del Senato che sottolineano la necessità per il governo di ottenere la delega per la riforma fiscale e assistenziale dalla quale dovrebbero arrivare i 17 miliardi che mancano nel decreto di aggiustamento dei conti pubblici.
La Cgil, che ieri ha partecipato alla prima giornata di audizioni in Senato iniziate nel pomeriggio, ha calcolato che l'eventuale applicazione della "clausola di salvaguardia" comporterebbe dal 2014 un aggravio di tasse per ogni famiglia di lavoratori dipendenti e di pensionati di circa 1000 euro. La clausola, una sorta di paracadute voluta dal ministro Tremonti, prevede un introito di circa 15 miliardi di euro proveniente dalla mancata applicazione delle agevolazioni fiscali su famiglia, casa e lavoro.
Dura la posizione della Cgil anche sul settore scuola per il previsto allungamento del blocco dei contratti fino al 2014. «Un intervento così odioso verso settori noti per le basse retribuzioni non si era mai visto - afferma in Una nota la Flc-Cgil che parla di «feroce accanimento del governo, con tagli insopportabili sui settori della conoscenza». Secondo uno studio della Cgil un docente di scuola perderà dal 2010 al 2014 quasi 8 mila euro, gli amministrativi 6.400, un dirigente circa 16 mila e 7.500 un ricercatore. Sul pubblico impiego e sulle pensioni anche la Uil chiede modifiche. Il leader Luigi Angeletti (foto), pur chiedendo assieme agli altri sindacati un'accelerazione della manovra, definisce il governo finito in "cassa integrazione".
Severo il giudizio pure di Confindustria che giudica la situazione attuale più rischiosa di quella del 1992 perché oggi manca la scappatoia della svalutazione della moneta. Secondo Confindustria «alcune norme della manovra potranno avere effetti notevolmente negativi sugli investimenti privati e quindi sul Pil anche nel breve periodo». Il timore in realtà, è di un ulteriore aumento della pressione fiscale perché, secondo il direttore generale Giampaolo Galli, «la riforma fiscale non potrà avvenire a gettito invariato». Per questo Galli, ieri al Senato per la prima audizione, ha chiesto che «i maggiori incassi derivanti dal contrasto all'evasione si traducano in una riduzione delle aliquote».