Sanzioni e riduzione tra i 120 e i 150 mila euro dei corrispettivi per la minore percorrenza. È quanto la Regione ha chiesto e ottenuto da Trenitalia in seguito alla vicenda dei gravi disservizi che dal 17 giugno al 2 luglio hanno causato soppressioni di corse e ritardi sui servizi regionali delle ferrovie. Non ci sarà invece alcun rimborso per gli abbonati ma su questo l'ente ha promesso che interverrà direttamente sui vertici nazionali dell'azienda per garantire all'utenza quanto dovuto. È il risultato della riunione del Comitato tecnico Regione e Trenitalia che si è svolto ieri. Un summit convocato proprio per discutere del caso eccezionale, legato ai vari disguidi sulle linee ferroviarie marchigiane dovuti al malfunzionamento del nuovo sistema informatico di turnazione del personale e, secondo l'azienda, "a livelli anomali di assenza per malattia del personale di bordo". Una vicenda che ha lasciato il segno tanto da sollevare critiche e polemiche da parte delle stesse associazioni di consumatori e degli stessi pendolari. Molte associazioni peraltro avevano anche minacciato di avviare una sorta di class action nei confronti dell'azienda. Non a caso, la Regione ha deciso di promuovere una riunione apposita per risolvere la vicenda che ha messo in difficoltà molti viaggiatori, pendolari in testa. La Regione, ancora una volta, ha ribadito di non essere stata preventivamente informata sull'introduzione del nuovo sistema di gestione e che, comunque, i gravi disagi recati all'utenza richiedono un immediato "ristoro" attraverso l'emissione di un abbonamento totalmente o parzialmente gratuito. Al termine dell'incontro, però, l'azienda non si è resa disponibile a procedere con i risarcimenti e per questo motivo la Regione coinvolgerà i vertici nazionale dell'azienda. "La vicenda della soppressione di numerose corse locali è stata costantemente seguita dalla Regione - fa sapere l'assessore regionale ai Trasporti, Luigi Viventi -. In ogni caso, consideriamo la questione non ancora chiusa, almeno fino al riconoscimento dei rimborsi. Investiremo del problema i massimi vertici aziendali affinchè non siano gli utenti i soli a pagare per i disservizi creati da Trenitalia". Non basta, infatti, secondo l'amministratore, "la decurtazione per le corse non effettuate, quindi la penale che subirà Trenitalia, ma vanno risarciti anche i pendolari. Ribadiremo poi che con la revisione del contratto, prevista per il 31 dicembre del 2011, riesamineremo tutte le clausole relative alla qualità dei servizi, in particolare quelle per la pulizia dei convogli". Proprio su quest'ultimo aspetto, va ricordato che la durata del contratto, che costa alla Regione 30 milioni di euro, è di sei anni ma ogni tre cade la revisione e già la Regione, come spiega anche Sergio Strali, dirigente del servizio Trasporti, ha già deciso di chiedere un maggior rigore, incluso un rispetto più preciso dei tempi per il nuovo materiale rotabile. Che, a onor del vero, doveva giungere a fine 2010. "Per le Marche - dice Strali - sono attese 12 composizioni diesel e quattro di tipo metropolitano. Nel complesso, dunque, 16 nuovi convogli". Il tempo massimo previsto per l'invio del tutto è il 2014 ma la Regione è intenzionata a sollecitare l'azienda anche su questo fronte. Nell'attesa di mettere mano al nuovo contratto, bruciano ancora le ferite dei disservizi legate alla sperimentazione del nuovo sistema informatico per la turnazione. Disagi che hanno determinato la soppressione, nei giorni scorsi, di decine di corse al giorno, una situazione che ha costretto gli stessi sindacati di categoria a sollecitare il Palazzo a chiedere la sospensione del nuovo sistema informatico. Secondo i sindacati, infatti, gran parte dei disservizi sarebbero legati al fatto che nelle ferrovie c'è carenza di organico. Una questione, tuttavia, che a suo tempo, l'azienda non aveva confermato.