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Data: 13/07/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Pensioni e titoli, si cambia. La Finocchiaro: «Modificate le ingiustizie più vistose»

Tremonti accoglie alcuni emendamenti. Ma taglierà del 15% le agevolazioni fiscali

ROMA. Pensioni, bollo sui depositi titoli, patto di stabilità dei Comuni, ammortamenti e ticket sulla sanità, sono le aree attorno alle quali maggioranza e opposizione hanno lavorato ieri per trovare un accordo sugli emendamenti alla manovra finanziaria.
L'opposizione al termine dell'incontro con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha espresso moderata soddisfazione. «Ha accolto alcune nostre proposte - ha detto Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del Pd - in particolare quelle sulle indicizzazioni delle pensioni e sull'introduzione di una progressività del bollo sui depositi titoli. Sono emendamenti che modificano le iniquità più vistose» ha detto la Finocchiaro. Aperture dal ministro anche su liberalizzazioni e costi della politica sui quali, in particolare, insiste molto l'Idv. La mancata indicizzazione delle pensioni, pare ormai assodato, si applicherà solo a quelle superiori otto volte il minimo. Mentre il bollo sui depositi non si applicherà ai titoli di Stato e dovrebbe essere escluso sotto i 50 mila euro di capitale complessivo gestito.
Ma ieri il relatore della manovra in Senato, Gilberto Pichetto Frattin (Pdl), ha anche detto che per rafforzare l'intera operazione finanziaria e per rassicurare i mercati, potrebbe venire anticipata nel decreto legge la cosiddetta "clausola di salvaguardia" voluta da Tremonti per blindare la finanziaria qualora il governo non ottenga la delega fiscale dal Parlamento. Verrebbe assicurato così il gettito di quei 15-17 miliardi che ancora mancano per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014.
La clausola di salvaguardia consiste nel taglio del 15% di alcune delle attuali 476 agevolazioni fiscali e assistenziali che vanno a beneficio di famiglie, imprese e lavoratori e che allo Stato costano tra i 150 e i 190 miliardi di euro. «La clausola di salvaguardia viene approvata subito, ma scatta nel 2013 se non c'è la delega fiscale», ha detto il relatore di maggioranza. Su quali agevolazioni il governo intenda colpire, tuttavia, ancora nulla si sa.
Gli emendamenti non dovrebbero essere più di quindici. La Lega fa le barricate per non toccare le pensioni delle donne del settore privato e per modificare, invece, quel patto di stabilità a favore dei comuni virtuosi. L'opposizione, con l'Idv in particolare, ha presentato un dettagliato rapporto sui benefici della "casta" di cui chiede ampie riduzioni: dall'abolizione del vitalizio dei parlamentari e dei consiglieri regionali, al blocco delle consulenze nelle pubbliche amministrazioni, dall'unione obbligatoria per i Comuni con meno di 15 mila abitanti. Secondo il relatore Pichetto Frattin, infine, «l'armonizzazione delle rendite fiscali non avverrà subito».

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