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Pescara, 16/06/2026
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Data: 13/07/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lodo Mondadori, Fininvest decide di pagare. Ghedini: nessuna legge salva-azienda, per ora versiamo ma aspettiamo la Cassazione

MILANO Dopo tre giorni di silenzio, due riunioni fiume del pool di civilisti del premier e un vertice ad Arcore presieduto da Silvio Berlusconi, la società del Biscione scioglie le riserve. «Fininvest pagherà», afferma l'avvocato Nicolò Ghedini, presente al summit di villa San Martino. La sentenza della corte d'Appello di Milano, che condanna Fininvest a risarcire Cir con 560 milioni di euro per il danno subito dall'annullamento del lodo Mondadori nel '91 conseguenza della corruzione del giudice Vittorio Metta, non lascia spazi di manovra. Perciò la holding del presidente del Consiglio si prepara ad aprire il portafogli, sperando che quei soldi che oggi escono dalla porta in secondo grado domani possano rientrare dalla finestra in Cassazione. Ribadisce Ghedini: «Fininvest pagherà e speriamo riavrà i soldi indietro dopo la sentenza definitiva, che farà giustizia».
Per ora, lascia intendere l'onorevole del Pdl, di giustizia sul fronte civilistico del lodo non se ne è vista molta. Primo perché «per De Benedetti non c'è mai stato alcun danno», e in secondo luogo visto che i giudici milanesi «avrebbero potuto sospendere l'esecutività del risarcimento ma non lo hanno fatto». Naturale dunque, aggiunge, che da qui in avanti «certamente non la sospenderanno». Da qui la decisione dei legali di rinunciare a un deposito in tutta fretta di una richiesta di congelamento, che tra l'altro sarebbe giunta fuori tempo massimo, mentre l'ipotesi di una norma salva Fininvest pare definitivamente tramontata. «Non c'è nessuna ipotesi di legge, lo escludo categoricamente», assicura Ghedini, rilevando che comunque si tratta di «un principio di civiltà» dato che ci sono «società costrette a pagare e che poi si vedono ribaltare il giudizio in Cassazione». L'esecuzione della sentenza costerà al Cavaliere 335 milioni di euro, 43 milioni ciascuno ai figli Marina e Pier Silvio che detengono il 7,65% di Fininvest, e 37,5 milioni a testa a Bbarbara, Eleonora e Luigi Berlusconi. Esborso ormai imminente, dato che ieri Cir ha inoltrato una lettera con richiesta di pagamento dei 560 milioni a Intesa Sanpaolo, capofila degli istituti di credito che hanno garantito la fidejussione da 806 milioni a Fininvest per sospendere l'esecutività della sentenza di primo grado. Gli avvocati Elisabetta Rubini e Vincenzo Roppo hanno contestualmente spedito una copia della richiesta anche a Fininvest.

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